Sicurezza
IL PUNTO
L'assessore Parrini: ma non chiamateli precari
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Lassessore provinciale alle Politiche del lavoro Raffaele Parrini 1 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Quasi 2 milioni di euro: è quanto spende la Provincia per l'affidamento all'esterno di incarichi professionali. Sulla questione interviene Raffaele Parrini, assessore provinciale alle Politiche del Lavoro e formazione professionale che spiega: «Relativamente all'assessorato Politiche del lavoro e Formazione (che costituiscono una parte cospicua del totale delle consulenze ndr.) siamo in presenza di incarichi professionali selezionati attraverso procedura di evidenza pubblica con la formazione di "long list" alle quali l'Amministrazione, a seconda dei bisogni, attinge in un rapporto professionale non continuativo con esperti dei vari settori, utilizzando finanziamenti appositamente previsti per tali funzioni e con rapporto fiscale con partita Iva». Con questa puntualizzazione, Parrini intende replicare a un documento della Cgil che «impropriamente - secondo l'assessore - parla di precariato, essendo tali rapporti disciplinati da collaborazioni professionali non continuative e non configurabili come rapporto di esclusiva con la nostra amministrazione». Quanto al perchè del massiccio ricorre a tali strumenti, Parrini riprende le argomentazioni del presidente cia Osvaldo Angeli, ossia la impossibilità di assumere personale in forma più stabile a seguito delle normative attuali del pubblico impiego. «L'amministrazione provinciale peraltro - conclude Parrini - ha sempre dimostrato sensibilità nel risolvere situazioni di precariato, come è stato per i 26 ex Lsu e altro personale a tempo determinato e i 4 collaboratori co.co.co, stabilizzati dal maggio 2009».
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