Il Tirreno

Alberghiero, sopralluogo della Procura

Chiara Sillicani
<b>LA SCUOLA.</b> Gli alunni dell&#146;istituto alberghiero Minuto a fine lezioni E sotto, l&#146;assessore Gianluca Brizzi
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LA SCUOLA. Gli alunni dell’istituto alberghiero Minuto a fine lezioni E sotto, l’assessore Gianluca Brizzi

Le cucine sono ancora chiuse e i genitori chiedono un incontro urgente al prefetto

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 MASSA. Se fosse un film si intitolerebbe "La storia infinita". Protagonista l'istituto alberghiero. Dove i laboratori di cucina rimangono chiusi. L'ultimo sopralluogo dei vigili del fuoco risale a pochi giorni fa. A disporlo è stata la Procura, informata dallo stesso comando fin dal febbraio scorso. «I vigili del fuoco - puntualizza il comandante Gaspare Fundarò - sono anche ufficiali di polizia giudiziaria». E, come se non bastasse, sembra davvero che Provincia e direzione scolastica non siano sulla stessa lunghezza d'onda.  Con l'assessore ai lavori pubblici, Gianluca Brizzi che chiede ai dirigenti del Minuto «senso di responsabilità e meno polemiche». E a pagarne le conseguenze sono gli studenti. Tanto che adesso i loro genitori si fanno avanti.  Un tavolo con le istituzioni. Tuo figlio sceglie di diventare cuoco, tu assecondi la sua volontà, lo iscrivi all'istituto alberghiero, gli compri divisa e cappello da cuoco. Per poi scoprire che nei laboratori di cucina neanche ci mette piede. E non va meglio nella sala ristorante dove dovrebbe imparare ad accogliere clienti e servire pietanze. Perché se nessuno cucina, cosa servire a tavola? Così i ragazzi stanno in aula, alle prese con la teoria. Che non basta in un istituto professionale. I genitori ora rinunciano all'attendismo, a tutela del diritto alla formazione dei loro ragazzi. E lo fanno a gran voce, scrivendo al Prefetto Giuseppe Merendino e chiedendo «la convocazione urgentissima di un tavolo»a cui invitano il presidente della Provincia, il sindaco e il preside dell'istituto.  Alzano la voce - seppur con compostezza - perché dall'inizio della scuola le cucine sono rimaste chiuse. Un problema per tutti gli alunni, ma soprattutto per quelli che frequentano le classi terze. «Dovrebbero fare ben 18 ore di laboratorio - spiega Massimiliano Grassi, rappresentante dei genitori - Ore che non sono mai state fatte. Gli insegnanti possono dare voti sulla teoria, ma hanno bisogno di verificare le competenze pratiche dei ragazzi. Siamo di fronte all'interruzione di un pubblico servizio. Vogliamo avere chiarimenti sui tempi».  Adesso arriva il Gabibbo. E i genitori non si sono accontentati di inviare a tutte le testate la lettera scritta al Prefetto. L'hanno mandata anche a varie trasmissioni televisive a difesa del cittadino. Senza dimenticare di spedirla a Striscia la notizia. Perché - loro non ne hanno dubbi - la storia del Minuto potrebbe incuriosire i redattori del programma di Antonio Ricci.  La Provincia rassicura i genitori. Gianluca Brizzi, assessore provinciale ai lavori pubblici, da parte sua, evita allarmismi. Spiega che la conferenza dei servizi sull'alberghiero è stata fatta il 15 settembre e «pochi giorni dopo, il 5 ottobre - per l'esattezza - i tecnici hanno consegnato ai vigili del fuoco il progetto per le cucine. È già disponibile - puntualizza - anche l'idraulico. I lavori da luglio non si sono mai interrotti, stanno proseguendo anche nel convitto. L'ultimo investimento fatto ammonta a 270mila euro». Poi una stoccata alla direzione: «È fuori luogo attribuire responsabilità alla Provincia che ha fatto un lavoro di mediazione tra le richieste (tecniche ndr) dei vigili del fuoco e quelle (artistiche ndr) della Soprintendenza. L'unico tempo perso è stato per le errate indicazioni della scuola in merito alle classi prime. Ci sono state chieste 18 aule e come succursale abbiamo scelto il Toniolo in cui erano necessari lavori. Invece di aule ne sarebbero bastate dodici, già disponibili al Galilei ad Avenza. Abbiamo, quindi, investito soldi, e perso tempo. Perché la ditta è stata costretta a lavorare al Toniolo, anziché al Minuto». Insomma, polemiche. E un sopralluogo disposto dalla Procura. Mentre gli aspiranti cuochi aspettano di cimentarsi con i fornelli.

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