Attenzione
3.500 no al porto al Lavello
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Una veduta della spiaggia delal Partaccia e, in alto, la draga sul Versilia Migliaia di cartoline inviate al presidente Rossi: difendi la Partaccia
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MASSA. 3.500 cartoline per dire no al porto turistico al Lavello e per difendere la spiaggia della Partaccia. A inviarle al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ci hanno pensato gli attivisti del comitato per la Salvaguardia del litorale apuano che sulla missiva hanno scritto, sia in italiano che in inglese: "Marina di Massa, ultima spiaggia? Sig. Presidente, la storica spiaggia della Partaccia, tra Marina di Massa e Marina di Carrara, rischia di essere cancellata e sostituita da un mega porto turistico a firma Caltagirone. Io dico no, spero la dica anche Lei!" Dice Riccardo Canesi, uno dei promotori dell'iniziativa: «Numerose sono state le firme anche di turisti stranieri che, con grande preoccupazione, hanno sottoscritto la petizione meravigliati che una risorsa ambientale oltre che turistico-economica, quale la spiaggia della Partaccia, possa essere cancellata dal cemento». A sostegno della petizione si sono schierati anche Agepark (l'associazione dei titolari dei campeggi), l'associazione Amici di Marina di Massa, Italia Nostra Apuo Lunense, Amare Marina e Legambiente di Carrara. Il perchè della scelta di Rossi come destinatario delle migliaia di cartoline lo spiega lo stesso Comitato: «La legge regionale 3 gennaio 2005, "Norme per il governo del territorio" detta le norme per il governo del territorio promuovendo, nell'ambito della Regione, lo sviluppo sostenibile delle attività pubbliche e private che incidono sul territorio medesimo. A tal fine, recita ancora, "lo svolgimento di tali attività e l'utilizzazione delle risorse territoriali ed ambientali deve avvenire garantendo la salvaguardia e il mantenimento dei beni comuni e l'uguaglianza di diritti all'uso e al godimento dei beni comuni, nel rispetto delle esigenze legate alla migliore qualità della vita delle generazioni presenti e future". Dunque, ci auguriamo che la Regione Toscana blocchi gli insani e irresponsabili propositi dei sindaci di Massa e di Carrara». Infine, un «avvertimento»: «Indipendentemente da chi si assicurerà la costruzione del porto, una cosa è certa: il movimento ambientalista e il nostro comitato non assisteranno indifferenti allo scempio del territorio e alla speculazione edilizia».
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