Il Tirreno

I debiti del Cermec. Interventi al “terzo lotto”: speso un milione ogni anno. Dal 2000 a oggi

Una bonifica infinita da 10 milioni

Claudio Figaia
L’impianto ErreErre per la produzione di combustibile da rifiuti
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L’impianto ErreErre per la produzione di combustibile da rifiuti

E la Lega Nord attacca su ErreErre: «Persi i finanziamenti regionali?»

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 MASSA. «Attenti, è una bomba che potrebbe scoppiare da un momento all'altro». Così qualcuno definisce la situazione di Cermec, l'azienda che trasforma i rifiuti della nostra provincia. E il colloquio di alcuni giorni tra gli azionisti della società - i sindaci Angelo Zubbani e Roberto Pucci - e il procuratore Federico Manotti pare avvalorare questo scenario "catastrofista".  In attesa di capire se gli esiti della "due diligence" affidata dagli stessi sindaci al tributarista Giulio Andreani e all'avvocato Sergio Menchini saranno materia di interesse per la procura (il che presupporrebbe l'ipotesi di reati di tipo penale), ci sono alcune cifre già "ufficiali" che segnalano le difficoltà di Cermec. Risulta, ad esempio, dagli atti contabili della società, che dal 2000 al 2009 Cermec ha speso oltre 10 milioni di euro per le opere di bonifica del cosiddetto "terzo lotto". Un milione l'anno in media, secondo quanto riportato anche dai bilanci (vedi tabella sopra): una specie di tassa continua ad aggravare il maxi debito di Cermec.  Ma c'è anche la questione ErreErre, l'impianto per la produzione di Cdr (di cui Cermec è azionista al 51%) che ancora oggi non è entrato in funzione a pieno regime.  Marina Staccioli, vicepresidente del gruppo Lega Nord in Regione, ha presentato un'interrogazione per sapere se è vero che ErreErre ha perso i finanziamenti regionali per la realizzazione dell'impianto.  La Regione Toscana, nel 2005-2006, aveva messo a disposizione di ErreErre Spa un finanziamento di 4,5 milioni e cui aggiunse poi altri 876mila euro. Si trattava di fondi Docup che hanno una «scadenza», cioè devono essere spesi entro una certa data. Ebbene, secondo la Staccioli «non è stata rispettata la scadenza per cui il progetto ammesso a finanziamento doveva tassativamente essere ultimato e reso operativo entro il 31 dicembre 2008». Non solo: Erre Erre «non è riuscita a rendere operativo il progetto nemmeno alla scadenza fissata da una successiva proroga per il 2009».  Il Carroccio, dunque, interroga la giunta regionale per sapere «se Erre Erre ha impiegato i contributi messi a disposizione dalla Regione, che fine ha fatto l'impegno di spesa assunto dalla Regione Toscana stessa dopo che l'azienda sforato le scadenze fissate».  E, a completare l'offensiva di LegaNord su ErreErre, c'è anche un'interrogazione presentata da Cesare Micheloni, consigliere provinciale, il quale parla di «una probabile decadenza del diritto al contributo pubblico e, conseguentemente, al recupero dei contributi già erogati» e - soprattutto - chiede di sapere se «ErreErre ha acceso un mutuo e, se sì, se sta pagando regolarmente le rate».  Micheloni si dice preoccupato della situazione finanziaria di ErreErre: «Ho parlato - riferisce - con un fornitore dell'azienda, che ha partecipato ai lavori di costruzione dell'impianto, dice che non è ancora stato pagato per la prestazione fornita e che è sull'orlo della rovina. In questa vicenda sono a rischio imprese e posti di lavoro. È ora che i sindaci prendano in mano la situazione».

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