Sicurezza
«Siamo dispiaciuti per voi e non vi denunciamo»
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I lavoratori della Eaton durante unassemblea La multinazionale Usa si fa sentire e dice: mai convocati a Roma
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MASSA. Si fa sentire la voce della Eaton. La multinazionale americana che dopo aver chiuso - due anni fa - lo stabilimento di via Aurelia e dopo aver inviato, la scorsa settimana, le lettere di licenziamento ai suoi (ex) dipendenti da allora in cassa integrazione ha diffuso ieri, tramite il suo ufficio stampa, una nota in cui si dichiara «dispiaciuta» per la situazione massese e «preoccupata» per i lavoratori. L'ufficio stampa della multinazionale aggiunge anche che «non si vuole infierire sulle persone, perchè non ce ne è bisogno» e, dunque, al momento «non sono partite denunce per gli operai che hanno occupato la fabbrica. Non è una manifestazione di menefreghismo ma di rispetto per le maestranze». Mercoledì scorso, lo ricordiamo, dopo l'abbandono da parte dell'azienda del tavolo delle trattative dove istituzioni e sindacati stavano lavorando per un accordo sulla Cassa integrazione in deroga, hanno occupato lo stabilimento. Eaton fa poi sapere di non avare «ricevuto ancora nessun invito ufficiale a nessun incontro romano e che dunque non può, al momento, confermare o meno la sua presenza al ministero dello Sviluppo economico». «Come sono buoni questi signori, si preoccupano delle sorti degli operai che loro stessi hanno lasciato senza lavoro...», replica sarcastico Alessio Castelli segretario provinciale della Fiom. Il quale aggiunge: «Prima disdicono gli accordi, poi dicono di sentirsi dispiaciuti e preoccupati per la situazione qui a Massa. È incredibile». C.F.
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