Il dolore
In carcere rischia il lavoro
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Dino Del Giudice Il titolare del cavatore: «O esce, o devo licenziarlo»
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CARRARA. È stato discusso davanti al tribunale del riesame di Genova, il ricorso presentato dall'avvocato Dino Del Giudice contro l'ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti del giovane cavatore, arrestato il 21 settembre scorso nell'ambito dell'operazione Pablo (nell'ambito della stessa inchiesta sono stati tre gli arresti, al momento sono ancora tutti reclusi gli indagati). Durante la discussione, fra i vari elementi portati dal legale, anche un'accorata lettera scritta dal datore di lavoro del cavatore, nella quale anch'egli ne richiede l'immediata disponibilità lavorativa, perché - ha messo nero su bianco e la lettera è stata consegnata ai giudici - si tratta di un operaio specializzato, di grande capacità - aggiunge - e di mansioni qualificate. Dovesse perdurare la sua assenza, il datore di lavoro si vedrebbe costretto, suo malgrado, a doverlo licenziare. Ricordiamo che il giovane, 34 anni, padre di famiglia è incensurato, e risulta coinvolto in un solo episodio - ha ricordato l'avvocato Del Giudice in udienza - durante i sei mesi d'indagine della magistratura. Di fronte al tribunale del riesame, l'avvocato ha ribadito l'estraneità del suo assistito alle vicende e l'incompatibilità della sua condotta con l'unica accusa rivolta. Sottolineata inoltre l'assoluta assenza di esigenze cautelari: un unico episodio sarebbe riferito nell'ordinanza, e che risale al 20 maggio, a carico di un incensurato - ha aggiunto Del Giudice - «che non ha mai compiuto l'attività di spaccio, che risulta solo aver accompagnato in quell'occasione l'indagato principale». Come spesso accade, il tribunale si è riservato, e quindi il responso probabilmente arriverà lunedì. L'operazione Pablo, come si ricorderà, riguardava soprattutto lo spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole del nostro comprensorio. M.B.
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