Il Tirreno

Polemica. Il professore: io non rappresento nessun cliente che sia in conflitto con palazzo civico

«Difende il Comune ma gli fa anche causa»

«Difende il Comune ma gli fa anche causa»

Accusa di Benedetti a Menchini: fa processi contro l'amministrazione che gli affida incarichi

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 MASSA. Di conflitto di interesse si sente parlare parecchi e sempre in relazione alla posizione del Presidente del Consiglio. Quelle due parole compaiono, però, anche nel dibattito politico locale. Le usa, in una interpellanza, il consigliere Stefano Benedetti, riferendole a Sergio Menchini, avvocato fra i più noti in città e professore ordinario presso l'università di Pisa.  Benedetti scrive al sindaco, all'assessore al bilancio Alessandro Volpi e al dirigente al patrimonio Massimo Tognocchi. E ipotizza un conflitto di interesse.  Gli atti di riferimento. Secondo l'esponente del Pdl, Menchini avrebbe «difeso il Comune e altri soggetti che avevano promosso cause contro lo stesso». Insomma, secondo il consigliere, sarebbe stato il legale di persone fisiche o giuridiche in causa con il Comune. Un'accusa pesante: quel tipo di comportamento è vietato dall'ordine degli avvocati che lo punisce severamente. Benedetti fa riferimento a due atti di giunta. Con il primo (306 del 1 luglio) il Comune decide di fare opposizione a due sentenze con cui si dava ragione ad aziende locali che contrastavano una ingiunzione di pagamento da parte di Massa Servizi. Di cui il Comune è successore. Le aziende avrebbero avuto come avvocato proprio Sergio Menchini. Non solo, il consigliere cita anche un altro atto, il 323 con cui la giunta incarica l'avvocato «dell'attività di supporto legale alla dirigente del Settore Entrate», in relazione a Master, società in house. Tradotto: del Comune. Due atti che per il consigliere sarebbero la conferma della sua ipotesi: Sergio Menchini da una parte offrirebbe collaborazione all'amministrazione, dall'altra difenderebbe chi contro il Comune fa causa. Un'accusa pesante che il noto avvocato respinge al mittente. Sulla questione Menchini vuole fare chiarezza: «Mi si accusa di avere incarichi contro il Comune e parallelamente di difenderlo. Che io lo difenda in alcune cause è cosa assodata, come dimostrano gli atti, non è vero, invece, che io abbia incarichi contro l'ente». Ed entra nello specifico: «Nel caso cui si riferisce Benedetti, la causa era contro Massa Servizi, partecipata dal Comune, ma gestita dal socio privato. Ora che, in appello, a Massa Servizi è subentrato il Comune - precisa - io non rappresento le ditte, ho comunicato loro che non posso assisterle». Appunto per non trovarsi contro il Comune.  Capitolo costi. Nell'interpellanza il consigliere punta il dito anche contro i costi: «Perché l'avvocato Memchini ci costa ben 5.616 euro e gli avvocati Francesca Panesi e Manuela Pellegrini soltanto 500?». Si riferisce in realtà a due atti diversi. I 5mila euro sono previsti per l'incarico conferito a Menchini su Master (atto 323), i 500 sono un acconto corrisposto agli avvocati che, nell'appello contro le sentenze delle aziende, rappresenteranno il Comune. «Stiamo confrontando cose diverse - chiarisce Menchini - stimo le due colleghe, sottolineo solo che nell'atto si parla di acconto». Poi una puntualizzazione: «Per le consulenze esiste un tariffario definito anche da un decreto ministeriale. Gli importi per il Comune sono al di sotto dei minimi». Ma per Benedetti la questione non finisce: vuole sapere quante consulenze sono state affidate a Sergio Menchini e a quale costo.

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