Il Tirreno

Canali e fossi intasati, gli agricoltori decidono di passare alle vie legali

<b>FOSSI DA PULIRE.</b> Alcuni canali con erbacce nelle fotografie scattate da Coldiretti
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FOSSI DA PULIRE. Alcuni canali con erbacce nelle fotografie scattate da Coldiretti

Campi e aziende allagate per poche gocce di pioggia Coldiretti: ora vogliamo accertare le responsabilità

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 MASSA. Fossi poco curati. E, di conseguenza, campi e aziende agricole sott'acqua. Coldiretti adesso alza la voce e non esclude di passare alle vie legali per accertare le responsabilità. «È bastata la prima forte pioggia - spiegano gli agricoltori - ad allagare nuovamente, e per l'ennesima volta negli ultimi mesi, campi, coltivazioni, serre e stalle». Con parecchi problemi soprattutto per le aziende agricole che si trovano tra via Stradella, via Pandolfino, via Arezzo, via dei Loghi, via Pozzuoli e via Poveromo. I coltivatori diretti non si sono limitati alle chiacchiere. Ma, per documentare quanto sostengono, "armati" di macchina fotografica, hanno fatto alcuni scatti: erbe e piante cresciute a dismisura che impediscono il regolare defluire delle acque, letti pieni e fossi occlusi dalla vegetazione. «A contribuire all'esondazione dei canali - si lamenta chi lavora in via Arezzo - il ritardo con cui viene gestita la diga del Magliano». Il canale, infatti, raccoglie le acque dai fossi per poi convogliarle in mare. «La pioggia è arrivata e siamo ancora qui, come nel 2009 e nel 2008, a parlare dello stesso problema. Nonostante le continue e pressanti richieste - puntualizza Coldiretti - la situazione non è cambiata. Nessuno ha fatto nulla. C'è chi minaccia di chiudere l'azienda e come dargli torto? Le foto parlano chiaro». Quello degli agricoltori è un elenco dettagliato di cose che non vanno: «In via Pozzuoli si sono allagati campi e strade. I canali sono inadeguati per raccogliere l'acqua in caso di forti piogge. Stesso problema nella zona compresa tra via Stradella a via Arezzo: i canaletti che frastagliano i terreni sono occlusi dalle erbacce». Una situazione che ha spinto Coldiretti a convocare un incontro, la prossima settimana, con tutte le aziende che hanno subito danni, per valutare la possibilità di passare alle vie legali e accertare le responsabilità. Sono già partite le consultazioni tecniche con esperti e legali per arrivare ad un percorso condiviso con le aziende danneggiate. L'organizzazione fa sapere di «avere più volte richiesto alle istituzioni competenti - Provincia, Comune e Comunità Montana - di affidare, per la zona di costa, le operazioni di pulizia e manutenzione direttamente alle aziende agricole che sono le più qualificate per farlo e conoscono, meglio di chiunque, il terreno e i canali in cui intervenire più massicciamente». E qualcuno lo avrebbe già fatto.

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di Redazione web