La manifestazione
Studenti in piazza, professori in sciopero
Lezioni a rischio alla prima ora in molti istituti per l'agitazione Cgil
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MASSA. Una giornata di scioperi e manifestazioni. Come annunciato nei mesi scorsi i sindacati hanno annunciato per questa mattina il primo della lunga serie di scioperi (si ripeteranno fino a dicembre) di un'ora per protestare contro i tagli e per la situazione dei precari. Prevista anche una manifestazione degli studenti che partirà da piazza Garibaldi. Questa mattina alla prima campanella molte cattedre potrebbero essere vuote. Inizia infatti la serie di scioperi di un'ora proclamato dalla Flc-Cgil. «Cominceremo a fermarci da oggi - spiega Fabrizio Rocca, segretario provinciale di Flc-Cgil - e ripeteremo questo tipo di iniziative fino a dicembre. La situazione è grave e noi cerchiamo di metterlo in evidenza». La Cgil sottolinea che in Europa in media si spende il 6% del Pil nell'Istruzione. Ma in Italia gli investimenti si fermano al 4%. «Per questo - spiega Rocca - le classi sono sovraffollate e manca il personale Ata». Gli scioperi di un'ora non saranno comunque l'unica forma di protesta. Molti professori hanno detto di non voler partecipare alle gite. E sigle sindacali come i Cobas intendono ripetere il blocco degli scrutini. Per questa mattina anche gli studenti hanno organizzato una manifestazione: a Massa partirà da piazza Garibaldi (a Carrara da piazza Gramsci). La protesta ha riscosso l'adesione anche del gruppo dei giovani del Pd. «la scuola - si legge in una nota del Pd - è lo strumento di uguaglianza e libertà, dove si produce e si trasmette il sapere, si coltivano le intelligenze e la creatività, per non omologarsi ad un consenso acritico. La scuola deve essere un luogo dove si offrono a tutti uguali strumenti per affrontare la vita in cui la democrazia mette le sue radici più vigorose. Una scuola pubblica di qualità è un investimento per il futuro economico e civile del Paese. Per questo la Scuola non deve essere considerata solo un capitolo del Bilancio dello Stato, ma il più grande investimento sui nostri ragazzi». «In tre anni - vanno avanti i giovani del Pd - il governo ha tagliato oltre 8 miliardi di euro alla scuola pubblica, causando il licenziamento di 87.341 docenti e 44.500 Ata». «Per le scuole del nostro territorio - vanno avanti - la non assegnazione delle risorse per il funzionamento, come già denunciato da numerosi dirigenti scolastici, insegnanti, rappresentanti dei genitori e sindacati di categoria, comporta l'impossibilità di far fronte agli impegni che le istituzioni scolastiche autonome sono quotidianamente tenute ad ottemperare, come la chiamata di supplenze brevi per il regolare svolgimento delle lezioni, la pulizia delle scuole, l'acquisto di materiale didattico e molto altro ancora. La cosa più grave è che queste carenze vengono fatte ricadere in maniera occulta sulle famiglie italiane. Infatti, il contributo volontario versato dai genitori che da anni è prassi comune nelle scuole e che serve a finanziare l'ampliamento dell'offerta formativa che ciascun istituto decide autonomamente, è diventato una voce di bilancio». «Per questo - si conclude il documento - una nostra delegazione parteciperà domattina ai cortei sul territorio provinciale: a Massa, in Piazza Garibaldi, a Carrara, in Piazza Gramsci e in Lunigiana. Invitiamo, inoltre, a partecipare non solo gli studenti, ma tutti i cittadini».
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