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«Il nostro marmo? Deve essere unico»
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La fiera di Verona La ricetta di Mazzi: arte e architettura per far evolvere il bianco
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CARRARA. «Non sono le grandi commesse a fare la differenza. Ma quegli ordini che arrivano sempre, anche nei momenti difficili per i mercati internazionali. È solo la continuità a fare la differenza. Anche per il marmo». Parola di Gino Mazzi, uno dei big del mondo del lapideo. E, soprattutto, uno degli imprenditori più discreti del settore. «I clienti illustri? - Risponde quando gli chiediamo dove finisce il suo pregiatissimo marmo bianco - Di solito nei contratti che firmiamo c'è la clausola della massima riservatezza». Insomma un industriale di vecchio stampo. Che, attento a tutte le manifestazioni, alla fiera di Verona però non c'era. Ma allo stand della Furrer c'erano i suoi collaboratori (e anche i clienti americani che in parecchi non hanno visto). E, soprattutto, c'era la nuova rivista, il magazine tecnologici F-Stone: un progetto di comunicazione rivoluzionario dell'azienda del patron Mazzi. Si tratta del primo trimestrale bilingue destinato a oltre 100 mila, tra architetti e designer. Ogni angolo del globo vedrà Carrara e i suoi maestri il "saper fare" dei suoi artigiani, sfruttando il web, con addirittura un canale dedicato visitabile h 24. Il marmo si sposa all'architettura. E al bello. E, spiega Gino Mazzi non è una scelta casuale. «L'idea è stata proprio quello di privilegiare l'alta qualità, in un indissolubile binomio che vede il nostro marmo protagonista - mette in evidenza il patron della Furrer - La nostra pietra deve fare un salto in avanti: essere declinata da architetti e design. Deve sposare il bello». E proprio per questo la rivista F Stone, peraltro apprezzatissima dagli addetti ai lavori, ha esordito con un ampio servizio dedicato alla Biennale di Carrara e all'istallazione, allo studio Nicoli, di Vanessa Beecroft. In un momento in cui si parla tanto dei blocchi che partono per la Cina, della mancanza della filiera in loco e della concorrenza a prezzi stracciati nel settore dei lavorati, dall'industriale Mazzi arriva una nuova proposta per «vendere» il marmo. Abbinato all'arte, e a quell'architettura che lo rende un materiale unico. «Il mondo sta cambiando - sostiene Mazzi - e anche il mondo del marmo deve seguire questi cambiamenti. Lo ripeto, le commesse, le mega ville, ormai non fanno più la differenza. A fare il salto di qualità deve essere un nuovo modo di vivere la nostra pietra». E un grande sforzo il patron della Furrer lo sta già facendo: investire in una rivista che per Carrara rappresenta una novità assoluta. A.V.
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