Proteste
Epifani in città. Il segretario Cgil fa visita ai lavoratori: «Pressioni sul governo per una soluzione»
«Eaton rispetti le regole»
Gabriele Dini
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Guglielmo Epifani parla ai lavoratori EatonL'occupazione continua, niente denunce dall'azienda
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MASSA. «Bisogna riportare al tavolo chi si rifiuta di discutere e far sentire le nostre ragioni a chi non vuole ascoltarle». Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani arriva in visita alla fabbrica ocupata dagli operai Eaton e promette di far pressioni sul governo perché convinca l'azienda a tornare a trattare. «In Italia ci sono 170 situazioni di crisi come quella della Eaton, basta parlare di scemenze». Quando Epifani arriva alla Eaton, poco dopo le 15, viene accolto da un grande applauso. Assieme ai lavoratori che hanno trascorso la loro prima notte nella fabbrica occupata ci sono familiari e politici locali. Il segretario Cgil dribbla i giornalisti come a dire, «prima voglio parlare con i lavoratori, loro sono più importanti», ed entra deciso nella fabbrica. «Vi porto la mia vicinanza e il mio impegno - esordisce Epifani - a darvi una mano per farvi uscire dalla situazione in cui vi hanno cacciato». Epifani ricorda le altre 170 situazioni di crisi in Italia, i 650mila cassintegrati e le 80mila persone senza lavoro. E poi sottolinea i ritardi nel reagire da parte del governo. Poi attacca le multinazionali come la Eaton: due anni fa, «quando ancora la crisi non c'era», ha ricordato Epifani, avevano deciso di abbandonare il sito produttivo di Massa e trasferire la produzione in Polonia. «Non si può lasciar loro fare ciò che vogliono - spiega Epifani - il nostro paese è troppo morbido con queste aziende e non è solo colpa dell'attuale governo. In Francia o in Germania non potrebbero andarsene così, senza curarsi delle conseguenze economiche per un territorio». Epifani promette di far pressioni sul nuovo ministro dello Sviluppo Romani, affinchè si faccia carico di risolvere la questione Eaton, simbolo delle difficoltà di un intero paese. «Non si può attendere - afferma il segretario - che un paese perda parte della sua industria e della sua forza lavoro prima di intervenire». Poi, dopo aver parlato di unità sindacale, Epifani conclude: «In crisi come questa non c'è di peggio che sentirsi soli. E un dibattitto pubblico come quello italiano, in cui si parla di tutte le scemenze possibile e mai di precari, lavoratori e anziani, non aiuta a sentirsi meglio, ma noi ci siamo». La prima notte in fabbrica per i lavoratori della Eaton è stata tranquilla. E per ora l'azienda non regisce e non minaccia denunce. I lavoratori hanno formato delle "squadre" che dormiranno in fabbrica a turno e presidieranno lo stabilimento 24 ore su 24. Viene permesso, al momento, l'ingresso all'unico dirigente Eaton e a tre dipendenti amministrativi che ancora prestavano lavoro nello stabilimento.
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