Il Tirreno

Boom del gioco d'azzardo Arriva una task force contro le dipendenze

Una signora gioca alle slot machine: molte persone non riescono a controllare gli impulsi che li spingono a giocare d’azzardo
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Una signora gioca alle slot machine: molte persone non riescono a controllare gli impulsi che li spingono a giocare d’azzardo

Nell'ultimo anno una ventina i casi arrivati al Sert Nasce progetto per formare personale specializzato

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 MASSA. Le persone in difficoltà a causa del gioco d'azzardo sono sempre di più. Ma l'assistenza è resa difficile dalle carenze di organico nelle varie Asl. Per questo motivo l'azienda sanitaria di Massa-Carrara sta lavorando a un progetto, finanziato dalla Regione, per creare una task-force in grado di assistere le persone con problemi. «La nostra zona - spiega il responsabile del Sert Maurizio Varese - è a rischio».  Avere dati precisi al riguardo non è facile, perché il monitoraggio delle situazioni a rischio è iniziato da poco. E toccherà proprio al nuovo progetto dare risposte in questo senso.  Per avere un'idea, sembra che al Sert di Massa-Carrara nell'ultimo anno e mezzo si siano presentate tra le 15 e le 20 persone con problemi di gioco d'azzardo patologico. Le statistiche nazionali parlano di una media dello 0,6%-1% della popolazione adulta che soffre di questo tipo di problemi. Ma con la crisi economica e il bombardamento continuo di pubblicità su nuovi concorsi che promettono soldi facili, la situazione sembra destinata a peggiorare. Inoltre, molte persone non arrivano a percepire il problema fino a che non si trovano in gravissime difficoltà economiche e quindi non vengono registrate subito dalle statistiche.  In molti casi il problema del gioco non arriva da solo. Il 20% delle persone che arrivano nei Sert per problemi di alcolismo e tabagismo, dicono anche di avere dipendenze più o meno gravi da slot machine, gratta e vinci e affini.  I Sert sono le strutture deputate all'assistenza delle persone con queste dipendenze. Ma questi centri si trovano da anni in grossa difficoltà dal punto di vista del personale. Il centro dell'Asl di Massa-Carrara, per esempio, ha 6 medici, 3 psicologi, 2 educatori, 3 assistenti sociali e 6 infermieri che devono badare a 700 persone che hanno dipendenze da droghe, alcol o altre sostanze. Inoltre il problema del gioco richiede competenze specifiche, che richiedono personale specializzato.  Per questo la Regione e l'Asl, con finanziamenti e l'ausilio di associazioni di volontariato come l'Ogap (ma anche con il coinvolgimento della Prefettura), hanno iniziato a lavorare per creare task force in grado di contrastare il problema. Per ora da Firenze all'Asl apuana sono arrivati circa 20mila euro. «Il progetto - spiega Maria Paola Freschi - dell'Ogap, l'associazione che aiuta l'Asl a lavorare al progetto - abbiamo formato 6 operatori pronti ad aiutare chi ha problemi di gioco. La nostra idea è creare una comunità virtuale per condividere le esperienze». Il piano prevede corsi di educazione al gioco responsabile destinati anche alle scuole.

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