Il Tirreno

Il progetto. Sono destinate, a canone moderato, a single, anziani soli e giovani

Arriva il villaggio ecologico

Serena Bongiorni
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LA ZONA. Un’immagine dell’area dove sorgeva il mattatoio

All'ex Mattatoio 35 case a basso impatto ambientale

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 MASSA. Trentacinque case ecologiche, autosufficienti dal punto di vista energetico e a canone moderato. Prende il via il primo esperimento di bioedilizia, un progetto di riqualificazione che interesserà l'area ex mattatoio. Il tutto per quasi 7 milioni di euro. I costi. Un finanziamento di 4,5 milioni, ripartiti tra Stato (70%) e Regione (30%), a cui si aggiungono quasi 2 milioni per la realizzazione concreta, mentre al Comune spetta la cessione delle aree e dei fabbricati. Un progetto innovativo presentato dall'Erp e dai progettisti dell'Inbar (Istituto nazionale di bioarchitettura) con lo scopo di risolvere, almeno in parte, la questione abitativa.  Il progetto. «Saranno costruiti 22 alloggi - spiega il vicesindaco Martina Nardi- e 13 saranno recuperati dai volumi esistenti, per un totale di 35 alloggi a canone moderato». L'affitto, incassato dall'Erp, oscillerà dai 200 ai 300 euro al mese. Ma chi vi potrà abitare? «Queste case sono pensate per giovani coppie, anziani soli e single con figli a carico - prosegue Martina Nardi- ossia per quelle categorie troppo "ricche" per rientrare nei parametri per le case popolari, ma troppo "povere" per trovare un'abitazione nel libero mercato». Le case nuove andranno dai 40 ai 60 mq, mentre quelle recuperate dai volumi esistenti oscilleranno dai 33 agli 81 mq. I vecchi edifici saranno riqualificati perché tutelati dalla Sovrintendenza, qualche capannone verrà demolito e il canile sarà ricollocato altrove. Gli edifici nuovi saranno costruiti in legno, materiale dalle elevate prestazioni energetiche e sui tetti verranno montati pannelli fotovoltaici. Tutte le case avranno un sistema di ventilazione naturale e uno per la raccolta differenziata. I parcheggi, trentacinque in tutto, saranno interrati, mentre è già prevista un'ulteriore area di posteggio poco fuori dalla zona. Insomma, quello tra via Galvani e vicolo Fratta diventerà uno dei primi esemplari di bioedilizia (secondo solo a Carrara, dove è già stato avviato l'esperimento "Caina"). «Trenta alloggi non risolveranno la questione abitativa - commenta il vicesindaco - ma se il Comune riuscisse a realizzarne altri, questa strada potrebbe anche portare ad un calo dei prezzi di mercato». Parole di ottimismo anche da Argante Mussi, presidente uscente dell'Erp, il quale conferma che questo progetto è soltanto il primo di una lunga serie.  I tempi. «Saranno necessari sei mesi per la gara - spiega Mussi - e altri 24 per fare i lavori». Nell'area ex mattatoio sono previsti anche un asilo nido (i cui lavori inizieranno a breve) e un centro per anziani. Tutt'intorno inoltre, si snoderanno rampe di scale, percorsi verdi e movimenti d'acqua (rigorosamente piovana), che costituiranno un continuum anche con la piazzetta sovrastante. Un progetto complesso che coinvolge diversi soggetti finanziatori e punta a ridisegnare, in modo sostenibile, il modo di vivere la città.

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