Sicurezza
Licenziamenti. Gli operai scrivono al presidente della Repubblica per chiedere aiuto
«Napolitano venga alla Eaton»
Gabriele Dini
Stamani il vertice con l'azienda. E i lavoratori marciano verso la prefettura
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MASSA. Una lettera per invitare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a visitare la Eaton. Nel giorno dell'incontro in Prefettura i lavoratori licenziati rilanciano la loro battaglia. E oggi i 300 operai marceranno dalla fabbrica fino a palazzo Ducale con striscioni e manifesti. Hanno detto di essere pronti a manifestazioni clamorose per difendere il loro lavoro. E certo non potevano tirarsi indietro proprio nel giorno in cui i dirigenti italiani della Eaton, l'azienda che li ha licenziati, arrivano in città. L'incontro con l'azienda chiesto dal Prefetto per arrivare a una revoca degli oltre 300 licenziamenti ufficializzati pochi giorni fa, scalda l'atmosfera di questo piovoso ottobre. La riunione - cui prenderanno parte il Prefetto Merendino, la Provincia, il Comune e i rappresentanti sindacali - è prevista per le 10, ma la giornata dei lavoratori inizierà molto prima. Gli operai della Eaton si riuniranno infatti in assemblea nella fabbrica presidiata per decidere come far sentire la propria voce. Poi formeranno un corteo che marcerà lentamente fino in centro a Massa. Nessuno vuole annunciarlo in anticipo, ma forse potranno esserci disagi per la circolazione. «Non sappiamo se bloccheremo le strade - dicono i rappresentanti delle Rsu - lo decideremo solo all'ultimo momento». Il corteo raggiungerà poi piazza Aranci. Proprio il Prefetto due giorni fa aveva diramato un appello alla calma. I lavoratori hanno replicato che loro sono sempre rimasti nella legalità e che intenderanno farlo anche oggi. Ma hanno chiesto che anche i dirigenti della Eaton rispettino gli accordi e accettino almeno la cassa integrazione in deroga ritirando i licenziamenti. Intanto i lavoratori hanno anche scritto una lettera al Quirinale, invitando il presidente Napolitano a venire a Massa per visitare di persona la Eaton. Ecco il testo della missiva: «Le scrivo questa lettera ponendo alla sua attenzione la situazione delle nostre 304 famiglie. Lo stabilimento della Eaton di Massa è stato chiuso ad ottobre 2008 delocalizzando le lavorazioni in Polonia. Attraverso varie iniziative - siamo anche stati ospiti alla trasmissione Anno Zero nel novembre 2008 - e lotte sindacali abbiamo raggiunto un accordo che prevedeva 2 anni di cassa integrazione straordinaria. Contemporaneamente sarebbe dovuta iniziare l'attività di ricerca per reindustrializzare lo stabilimento. abbiamo iniziato il percorso avendo al nostro fianco le autorità locali e regionali. siamo arrivati a questi giorni con una trattativa importante presso il tavolo ministeriale (alle Attività Produttive) con la collaborazione del Dott. Giampero Castano». Poi la lettera prosegue: «Improvvisamente il giorno 24 settembre 2010 presso le nostre famiglie sono state recapitate le lettere di licenziamento recanti data di attuazione 15 dicembre 2010, negandoci la possibilità di avere un terzo anno di cassa integrazione in deroga. Può ben immaginare lo sconforto che attraversa le nostre famiglie. Signor presidente, ci rivolgiamo a lei perché possa intervenire per riportare la trattativa nei giusti binari arrivando ad una soluzione che possa renderci la dignità di lavoratori e riportare un po' di serenità alle nostre famiglie. Certi di un suo interessamento le porgo, a nome dei lavoratori della Eaton, calorosi saluti invitandola ad una sua eventuale gradita visita presso il "nostro stabilimento"».
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