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Morì in cava, proposto un risarcimento
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CARRARA. Andrea Giovari morì in cava a 33 anni. Nel dicembre 2006, venne schiacciato da un blocco di marmo mentre lavorava in galleria, nel bacino di Torano. Il processo per omcidio colposo potrebbe concludersi con il ritiro delle parti civili, moglie e figlia, e un maxi risarcimento.
Ieri mattina in tribunale, davanti agli avvocati, Luca Pietrini, per le parti civili (la moglie e la figlia minorenne del Giovari) e Marcello Susini, che difende il ruspista Claudio Mazzi e il sorvegliante di cava Michele Pucci, accusati di omicidio colposo, il processo è stato rinviato all'11 marzo. Un rinvio che dovrebbe servire anche per il ritiro delle parti civile. Con un accordo e un risarcimento che, di fatto, porrebbe fine all'iter giudiziario. Proprio nei giorni scorsi, come è stato riferito in aula dall'avvocato Pietrini, è stata presentata l'offerta risarcitoria nei confronti della moglie e della figlia del cavatore rimasto ucciso sul nel bacino di Torano. La proposta però - tecnicamente- deve essere formalizzata e quindi solo in un secondo tempo può essere revocata la costituzione di parte civile. Quindi ci sarebbe solo una questione di carattere tecnico e si andrebbe poi verso la remissione delle parti civili. Insomma il processo per omicidio colposo a carico del ruspista e del sorvegliante della cava in cui si era verificato l'incidente mortale sembra davvero avviarsi a una conclusione.
Si chiuderebbe così una vicenda dolorosa: l'incidente che ha spezzato la vita di Andrea Giovari, è avvenuto nel 2006. Giovari era in galleria quando la pala meccanica stava trasportando un blocco per scaricarlo nel ravaneto. Ad un tratto le 40 tonnellate di marmo si sono spezzate in due parti: una lo ha colpito. È rimasto intrappolato tra il blocco e la parete del monte: per lui non c'è stato nulla da fare.
Ieri mattina in tribunale, davanti agli avvocati, Luca Pietrini, per le parti civili (la moglie e la figlia minorenne del Giovari) e Marcello Susini, che difende il ruspista Claudio Mazzi e il sorvegliante di cava Michele Pucci, accusati di omicidio colposo, il processo è stato rinviato all'11 marzo. Un rinvio che dovrebbe servire anche per il ritiro delle parti civile. Con un accordo e un risarcimento che, di fatto, porrebbe fine all'iter giudiziario. Proprio nei giorni scorsi, come è stato riferito in aula dall'avvocato Pietrini, è stata presentata l'offerta risarcitoria nei confronti della moglie e della figlia del cavatore rimasto ucciso sul nel bacino di Torano. La proposta però - tecnicamente- deve essere formalizzata e quindi solo in un secondo tempo può essere revocata la costituzione di parte civile. Quindi ci sarebbe solo una questione di carattere tecnico e si andrebbe poi verso la remissione delle parti civili. Insomma il processo per omicidio colposo a carico del ruspista e del sorvegliante della cava in cui si era verificato l'incidente mortale sembra davvero avviarsi a una conclusione.
Si chiuderebbe così una vicenda dolorosa: l'incidente che ha spezzato la vita di Andrea Giovari, è avvenuto nel 2006. Giovari era in galleria quando la pala meccanica stava trasportando un blocco per scaricarlo nel ravaneto. Ad un tratto le 40 tonnellate di marmo si sono spezzate in due parti: una lo ha colpito. È rimasto intrappolato tra il blocco e la parete del monte: per lui non c'è stato nulla da fare.
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