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Rigettata anche la richiesta di obbligo di dimora

Crac Volpi, nessun obbligo per i due professionisti carraresi

La Volpi Holding
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 CARRARA. Crac Volpi: non hanno più alcun obbligo cautelare i due professionisti carraresi, l'avvocato Bruno Tavarelli e il commercialista Stefano Della Santina, coinvolti nella vicenda del fallimento dell'immobiliarista.  Nessuna misura cautelare per Tavarelli e Della Santina. Il tribunale di Genova, proprio ieri mattina, ha rigettato l'appello del pm Federico Manotti, avverso all'ordinanza emessa dal gip Lama che, il 31 luglio scorso, aveva revocato gli arresti domiciliari per i due professionisti. E anche ogni altra misura cautelare, dall'obbligo di dimora a quello di firma. Il tribunale di Genova quindi ha stabilito che, nei confronti dell'avvocato Bruno Tavarelli (difeso dai legali Bonacci, del foro di Prato e Calaioli, del foro di Pisa) e del commercialista Stefano Della Santina (assistito dall'avvocato Cecchieri) non sono più necessarie misure cautelari. Di nessun genere. «Le indagini nei confronti dei due professionisti vanno avanti - spiega l'avvocato Cecchieri, che rappresenta il commercialista carrarese - Questo ci servirà a dimostrare la totale estraneità dai fatti».  Il Pm: resta la gravità indiziaria. Il pubblico ministero Federico Manotti aveva immediatamente presentato appello, nei confronti dell'ordinanza del gip Lama che, proprio a fine luglio, aveva tolto tutte le misure cautelari a carico dei due professionisti carraresi coinvolti nel crac dell'immobiliarista Volpi. Il Pm aveva chiesto che venisse applicata almeno la misura cautelare dell'obbligo di dimora, partendo dalla considerazione che la valutazione del Gip andava ad intaccare la validità indiziaria stessa a carico dei due professionisti. Il tribunale di Genova ha invece stabilito che nei confronti dell'avvocato Tavarellie del commercialista Della Santina non sono più necessarie misure cautelari di alcun tipo. Perché non esiterebbe più pericolo di reiterazione del reato. Ma, come sottolinea lo stesso pubblico ministero: «la validità indiziaria sussiste». In sostanza nel dispositivo del tribunale di Genova si legge che: «Fermo restando la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico degli appellanti non c'è più necessità di misure cautelari».  La vicenda. Volpi venne arrestato a fine marzo 2009 assieme ad altre cinque persone per il crac della sua holding: il fallimento di un impero immobiliare stimato in almeno 13 milioni di euro a seguito dell'inchiesta aperta, dopo la dichiarazione di fallimento del gruppo di società che faceva capo alla H.L.C. Spa (riconducibile all'immobiliarista Giuseppe Volpi), la Finanza eseguì ordinanze di custodia cautelare chieste dal pm Federico Manotti, e firmate dal gip Laghezza. Secondo gli inquirenti, Volpi e le altre persone coinvolte nell'indagine, sarebbero stati promotori di società create appositamente per distrarre beni e capitali dal gruppo fallito. Nel prosieguo delle indagini, la magistratura ritenne di avere individuato coloro che avrebbero aiutato Volpi nell'ideare un sistema che, secondo l'accusa, sarebbe servito a vendere tutti gli immobili di proprietà del gruppo, per sottrarli al fallimento. E quindi erano stati coinvolti il consulente svizzero Cereghetti e i due professionisti carraresi Della Santina e Tavarelli. A.V.

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