Il Tirreno

Francesca Galloni aveva presentato un certificato al giudice di pace ma è stato rifiutato

Caos per la mamma avvocato

A sinistra gli uffici del giudice di pace di Massa; in alto un’aula
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A sinistra gli uffici del giudice di pace di Massa; in alto un’aula

Il legale aveva chiesto un rinvio perché aveva appena partorito

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 MASSA. La piccola Linda, cinque giorni di vita appena, sorride. La mamma, l'avvocato Francesca Galloni, invece è arrabbiata per come è stata trattata ieri mattina dal giudice di pace Vincenzo Locane: «Avevo chiesto un rinvio dell'udienza presentando un certificato anche un certificato medico, ma il giudice su richiesta del pm mi ha sostituita con un legale d'ufficio perché il medico non aveva scritto il mio codice fiscale nel documento presentato dalla mia collaboratrice. Ho appena partorito, io e la mia bimba siamo state dimesse dall'ospedale domenica e nonostante ne avessi tutti i diritti di chiedere il rinvio mi hanno fatto fare una pessima figura davanti ai miei clienti. Non lo trovo giusto».  Per l'avvocato Galloni ieri era una giornata particolare. Doveva portare la piccola Linda alla prima visita di controllo, quella più importante di tutte: la bimba alla nascita aveva fatto registrare all'ago della bilancia 3,350 chilogrammi, ma poi aveva avuto un calo. Fisiologico, certo ma per una neo mamma è motivo d'ansia. Sapeva che aveva un'udienza per un processo che riguardava delle ingiurie davanti al giudice di pace, ma aveva fatto istanza di rinvio. Perché era stata dimessa da due giorni e i punti di sutura le facevano ancora male. Aveva incaricato una sua collaboratrice di sbrigare la pratica, ma la collega l'ha chiamata mentre lei si prestava all'ennesima poppata: «Non l'hanno accettata, serve un certificato». L'avvocato Galloni chiama il medico e il dottore scrive il certificato: riposo assoluto post parto per una ventina di giorni. La collaboratrice lo presenta al giudice Locane chiedendo di spostare l'udienza, ma il pubblico ministero nota che manca il codice fiscale e si oppone. Locane deve applicare la legge e lo fa: sostituisce il legale con un avvocato d'ufficio, raccoglie la richiesta di costituzione di parte civile da parte della vittima delle presunte ingiurie e rinvia tutto a febbraio. Nel frattempo arriva Galloni con tanto di bimba e carrozzina («deve mangiare ogni due ore latte materno, non potevo lasciarla») e in una pausa chiede spiegazioni a Locane. Arriva un fotoreporter e scoppia il parapiglia, con l'arrivo delle forze dell'ordine. Anche se tutto poi finisce con una stretta di mano. L'unica a non sorridere è l'avvocato: «Altro che pari opportunità - dice Francesca -, mi hanno fatto fare una figura pessima come professionista. Perché io non posso avere diritto ai giorni di maternità? E soprattutto perché tanto baccano per un codice fiscale? Spero solo che almeno capiscano i miei clienti».

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