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Bacchettati gli impiegati comunali

Il palazzo comunale aullese
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Il palazzo comunale aullese

Aulla, la maggioranza consiliare segnala presunto disservizio: «La documentazione è presentata in ritardo»

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 AULLA. Critiche rivolte dalla maggioranza all'operato degli uffici comunali durante il recente consiglio aullese: alcuni uffici sono stati accusati di non consegnare in tempo utile ai consiglieri la documentazione inerente i punti all'ordine del giorno delle sedute consiliari, ovvero almeno 48 ore prima, in modo da consentire un adeguato esame degli argomenti oggetto di votazione.  Ma se le critiche delle opposizioni consiliari sono, per così dire, "normali", un certo scalpore lo suscita il fatto che proprio dai banchi della maggioranza si sono levate voci poi unitesi al coro unanime dei gruppi di minoranza. Voci che appartengono a esponenti di un certo rilievo, trattandosi della presidente del consiglio comunale Marusca Bonini e dei capigruppo consiliari Alessandra Colombo e Roberto Petacco.  Quest'ultimo in particolare, alla guida del gruppo consiliare più folto della maggioranza, nel sottolineare che «occorre reiterare i rimproveri ai dirigenti comunali», si è impegnato a «chiedere che tornino in consiglio i punti all'ordine del giorno riguardo ai quali non giunge la documentazione nei tempi giusti».  Ancora più netta è stata la presa di posizione di Alessandra Colombo, capogruppo di "Vivere Aulla", formato da quattro componenti di area socialista, la quale ha chiesto che «certe situazioni siano sanate e che gli uffici lavorino, anche perché un Comune con oltre cento dipendenti non può permettersi ciò».  "Vivere Aulla", quindi, votava a favore sulla verifica degli equilibri di bilancio e sui debiti fuori bilancio, «ma per senso di responsabilità nei confronti dei cittadini. Però, vogliamo una svolta, vogliamo - concludeva Colombo - che si tiri una bella riga».  Un quasi ultimatum, pertanto.  A sostenere le ragioni di Colombo e Petacco, giungeva anche l'intervento autorevole di Marusca Bonini, secondo la quale «non è accettabile che si arrivi in consiglio comunale senza la doverosa conoscenza delle cose».  Ricordiamo, infine, che il consiglio comunale dello scorso giovedì è stato segnato dalla notizia che un'altra crisi occupazionale sarebbe alle porte: quella che potrebbe investire il Centro interforze munizionamento avanzato (Cima) di quartiere Gobetti, più conosciuto come Marimuni. G.U.

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