I costi della spazzatura
Una bolletta da 14 milioni e il record del capoluogo: 877 tonnellate pro-capite
1 MINUTI DI LETTURA
MASSA. La "gestione" dei rifiuti solidi urbani costa all'incirca 14 milioni di euro l'anno ai contribuenti massesi ed è una delle voci più "pesanti" della spesa dell'amministrazione civica. Ma è pesante anche il bilancio ambientale del ciclo dei rifiuti: in provincia se ne producono oltre 150mila tonnellate, di cui 62.153 a Massa e il 70% di essi finiscono in discarica (non vengono cioè ricicliati). Troppo. L'avvio della raccolta porta a porta in alcune zone a Marina di Carrara, a Romagnano, a Montignoso ha fatto di salire di qualche punto la percentuale della differenziata - Massa, per esempio, era al 27% nel 2008) - e le performance di Aulla, Fosdinovo e Villafranca (Comuni che superano il 45% di differenziata) segnalano che la raccolta domiciliare "funziona". Ma il porta a porta, almeno nella fase di start, costa più della raccolta tradizionale. E le amministrazioni ne rallentano l'allargamento. Il Comune di Massa, poi, conferma il suo record di produzione di rifiuti pro capite: 877 chilogrammi l'anno. Carrara, per dire, ne produce 631 chili per abitante; Montignoso 649 chili.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google