La manifestazione
Sfrattati con due figli piccoli
La drammatica situazione di una famiglia, denuncia del Sunia
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CARRARA. Fuori di casa, senza prospettive: è la drammatica situazione di una famiglia (genitori e due bambini di 11 e 9 anni), portata all'attenzione del Comune, ma anche del prefetto, dal Sunia, il sindacato inquilini. Uno sfratto doloroso, quello eseguito dai danni della famiglia del signor Francesco; la moglie - spiega la segnalazione del sindaco inquilini - si è rivolta anche al Sunia il giorno precedente lo sfratto coatto. Il Sunia «ha tempestivamente richiesto l'intervento delle autorità istituzionali per garantire alla famiglia il passaggio da casa a casa». La mattina dello sfratto - racconta il Sunia - erano presenti presso l'abitazione da liberare, l'ufficiale giudiziario, il proprietario dell'abitazione con il suo legale, gli inquilini con il loro avvocato, la segreteria del Sunia con l'avvocato, ed è stato discussa la possibilità di rinviare lo sfratto di trenta giorni; ma con esito negativo. E così la famiglia ha dovuto lasciare l'alloggio ed andare a dormire a casa di amici. Ma giovedì dovranno andarsene anche da lì. Il proprietario con il suo avvocato sono stati irremovibili sostenendo che è già il quarto rinvio e che deve ancora riscuotere l'affitto arretrato di due anni e che non compete a lui fare da sostegno economico al nucleo familiare. In effetti - si aggiunge nel documento - la signora «dichiara di essere seguita dai servizi sociali del Comune di Carrara e percepisce un contributo economico di euro 250 mensili e che il marito ha una borsa di lavoro di altri 399 euro mensili e che la stessa ha percepito un reddito mensile di euro 350 dal mese di gennaio 2010 fino al mese di agosto 2010 e che ora è disoccupata. Questa situazione reddituale è sopraggiunta dal 1º gennaio 2010, mentre negli anni 2008 e 2009 la signora era disoccupata ed il marito nel 2008 era disoccupato. L'affitto mensile che avrebbe dovuto pagare al proprietario era di 350 ueor che purtroppo non ha potuto pagare accumulando una morosità di due anni». Una situazione che dal marzo scorso sarebbe conosciuta anche dall'assessore Bernardi, al quale si era rivolta per chiedere chiarimenti «perchè nella graduatoria del Bando di Assegnazione per le case popolari aveva solo quattro punti ed a fargli presente della sua grave situazione economica e dell'imminente sfratto esecutivo». Era presente anche la dirigente a quell'incontro. Gli avvocati del Sunia, della famiglia e l'assistente sociale hanno cercato di offrire garanzie al proprietario che entro 30 giorni l'inquilino avrebbe lasciato l'alloggio libero e consegnato spontaneamente le chiavi. Fra l'altro, ora dentro ci sono ancora gli effetti personali della famiglia sfrattata. Ma, si ribadisce, i rinvii precedenti hanno causato una sfiducia completa nelle istituzioni per cui è stato tutto inutile. «Il Sunia - si aggiunge - è rimasto sorpreso dalla fermezza nel procedere allo sfratto da parte dell'avvocato della proprietà. In questo contesto, però, le cose potevano prendere una piega diversa se un rappresentante dell'amministrazione comunale fosse stato presente e preso un impegno diretto con la proprietà: però oggi siamo di fronte al fatto compiuto ed il Sunia pensava e sperava che una amministrazione di sinistra ed un assessore ai servizi sociali ed abitativi, in questo caso specifico, ma anche per altri casi, avrebbe dovuto prevenire ed adottare provvedimenti amministrativi tali da garantire il passaggio da casa a casa senza traumi e danni morali alle persone coinvolte. Il Sunia suggerisce al Comune di Carrara di adottare provvedimenti tali da garantire la proprietà ad avere gli affitti pagati (Comune garante) reperendo le risorse economiche destinate alla socialità e quelle da recuperare degli affitti arretrati che l'Erp spa dovrebbe pagare al Comune, e utilizzando il contributo in conto affitto. Ovviamente accertate tutte le condizioni di socialità delle famiglie richiedenti».
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