Il Tirreno

«La Lunigiana è favorita dai nuovi collegi» Insorge la politica

Claudio Figaia
Una seduta del consiglio provinciale a Palazzo Ducale
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Una seduta del consiglio provinciale a Palazzo Ducale

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 MASSA CARRARA. Saranno "sfoltiti" i consigli provinciale e comunali della prossima legislatura. Lo ha stabilito la legge (la numero 42) del 26 marzo scorso che, in sostanza, riduce il numero di consiglieri nei "parlamentini" locali. Il consiglio di Massa, ad esempio, scenderà da 40 a 32 consiglieri; il consiglio provinciale scenderà da 24 a 18 componenti. Ma la riforma (che avrà effetto a partire dalle elezioni 2013) e che è accompagnata da una ridefinizione delle circoscrizioni elettorali, sta generando malumore nella politica provinciale. In particolare a Massa dove un fronte bi-partizan ha sollevato una questione di "giusta rappresentanza".  La nuova legge prevede (per le elezioni provinciali) che nel collegio vi siano 18 circoscrizioni: sei a Massa, sei a Carrara, altrettanti in Lunigiana. Il meccanismo elettorale è complesso e prevede che da ogni circoscrizione vengano pescati i consiglieri eletti in misura proporzionale ai voti ottenuti sull'intero territorio. Ma la suddivisione stabilita dal ministero dell'Interno non piace a Massa. Perchè sarebbe troppo sbilanciata a favore della Lunigiana. A sostenerlo sono Corrado Amorese del Pdl (che con Ezio Ronchieri ha chiesto un incontro sulla questione con il prefetto), il Partito democratico e lo stesso sindaco Roberto Pucci, che al prefetto ha scritto una dettagliata lettera.  «La tendenza verso una ripartizione orizzontale delle circoscrizioni senza tenere conto della reale distribuzione della popolazione. sostiene Amorese - porterebbe un danno per la comunità massese, che oggi sfiora i 71mila abitanti. Chiediamo dunque, che il quadro venga rivisto. E non si tratta aggiunge - di campanilismo, ma di una esigenza di una giusta rappressentanza popolare».  È la stessa posizione del sindaco Pucci, che già a fine agosto ha scritto una lettera al prefetto invitandolo a formulare una nuova proposta «che tenga in maggior conto l'effettiva distribuzione della popolazione sul territorio».  Prendendo come base il censimento 2001, argomenta Pucci, l'attuale ripartizione definisce un rapporto di un collegio ogni 11.128 abitanti per la Lunigiana; rapporto che per Massa scende a un collegio ogni 9.304 abitanti. Questo fa sì che la popolazione dei Comuni lunigianesi, che incide per il 28,24% sulla popolazione totale della provincia, otterrà il 31,57% dei collegi a disposizione. La stessa percentuale che viene assegnata al Comune di Massa, dove vive però il 33,78% della popolazione.  Insomma, anche per il sindaco (così come, del resto, per il Pd massese), il rapporto collegi/abitanti è eccessivamente sbilanciato a favore della Lunigiana. E per questo va ricalibrato.  Dietro alla levata di scudi, è chiaro, c'è una questione di "posti" e di rappresentanza politica. Alle Provinciali 2008 Massa (soprattutto a causa dell'indebolimento del Pd provocato dalla lista "arancione", va detto) non ha mandato neppure un consigliere a palazzo Ducale. E non vuole che ciò possa ripetersi.

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di Redazione web