Proteste
In mille per Spoon river
Alessandra Vivoli
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Macchine parcheggiate lungo la strada. E una lunga fila di persone che sale i due tornanti che portano al cimitero di Marcognano. Davanti all'ingresso ci sono pure i vigili: perché l'afflusso di gente, fin dalle quattro del pomeriggio (orario di inizio dello spettacolo terminato alle 19) è davvero enorme. Ci saranno mille persone. Famiglie, coppie, bambini e ragazzi. Tutti in coda per «Spoon river»: per assistere, fra tombe e antiche cappelle di famiglia, alla lettura suggestiva di alcuni bravi dell'antologia di Edgar Lee Masters (tutte le foto dello spettacolo sul sito www.iltirreno.it).
Testo tradotto da Fernanda Pivano e reinterpretato da Fabrizio De Andrè. E così la giornata dedicata a quello che fu, come scriveva la stessa Pivano, «un libro super proibito in Italia» diventa anche la giornata dedicata a Fernanda. Un appuntamento, nato dalla sinergia fra la Provincia (assessorato alla cultura) e Regione che ha coinvolto anche Arezzo, Firenze e Siena. A cui la nostra città ha risposto con un pienone delle grandi occasioni. E l'impatto, dentro a questo cimitero che ha stregato anche un artista del calibro di Maurizio Cattelan (qui il suo monumento funebre a Craxi realizzato per la Biennale) è davvero forte. Si cammina in mezzo alle tombe. E si incontrano attori, ma anche personaggi noti della città (dall'ex sindaco Emilia Fazzi Contigli a Luigi Danesi, presidente di Apuafarma, fino allo storico Beniamino Gemignani), con in mano un ombrello, un cappello una bambola o un libricino. Aspettano i gruppetti di visitatori, che arrivano di continuano, e recitano, ogni volta per loro, i versi dell'antologia inglese degli epitaffi funebri. Nel tour dentro al cimitero si incontra, sui gradini di una cappella, l'ex sindaco Emilia Fazzi Contigli: con il cappotto bianco e il libricino in mano. Più avanti Luigi Danesi: la sua recitazione è perfetta.
E poi Beniamino Gemignani, un affabulatore. E tanti giovani, attori professionisti e non solo che ti vengono incontro. E ti raccontano una piccola storia. L'impatto è coinvolgente, e la pagina di teatro si consuma in mezzo alla gente che vista i propri cari al cimitero: il tutto in un'atmosfera suggestiva, che rende il pomeriggio speciale. E ad aggirarsi fra tombe e cappelle si vedono anche tanti bambini: per loro un'esperienza unica.
Testo tradotto da Fernanda Pivano e reinterpretato da Fabrizio De Andrè. E così la giornata dedicata a quello che fu, come scriveva la stessa Pivano, «un libro super proibito in Italia» diventa anche la giornata dedicata a Fernanda. Un appuntamento, nato dalla sinergia fra la Provincia (assessorato alla cultura) e Regione che ha coinvolto anche Arezzo, Firenze e Siena. A cui la nostra città ha risposto con un pienone delle grandi occasioni. E l'impatto, dentro a questo cimitero che ha stregato anche un artista del calibro di Maurizio Cattelan (qui il suo monumento funebre a Craxi realizzato per la Biennale) è davvero forte. Si cammina in mezzo alle tombe. E si incontrano attori, ma anche personaggi noti della città (dall'ex sindaco Emilia Fazzi Contigli a Luigi Danesi, presidente di Apuafarma, fino allo storico Beniamino Gemignani), con in mano un ombrello, un cappello una bambola o un libricino. Aspettano i gruppetti di visitatori, che arrivano di continuano, e recitano, ogni volta per loro, i versi dell'antologia inglese degli epitaffi funebri. Nel tour dentro al cimitero si incontra, sui gradini di una cappella, l'ex sindaco Emilia Fazzi Contigli: con il cappotto bianco e il libricino in mano. Più avanti Luigi Danesi: la sua recitazione è perfetta.
E poi Beniamino Gemignani, un affabulatore. E tanti giovani, attori professionisti e non solo che ti vengono incontro. E ti raccontano una piccola storia. L'impatto è coinvolgente, e la pagina di teatro si consuma in mezzo alla gente che vista i propri cari al cimitero: il tutto in un'atmosfera suggestiva, che rende il pomeriggio speciale. E ad aggirarsi fra tombe e cappelle si vedono anche tanti bambini: per loro un'esperienza unica.
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