Il Tirreno

Una cordata per il made in Carrara

Cinzia Carpita
Una via del centro storico cittadino
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Una via del centro storico cittadino

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CARRARA. Una "cordata" del commercio per creare una catena di negozi nel centro storico, di settori diversi, ma tutti riuniti sotto un marchio che indichi il "made in Carrara". E' un progetto ancora in embrione, ma basato sulle eccellenze.

Ecco che trapela qualcosa di più rispetto alle rivelazioni di Norberto Ricci, presidente della Camera di commercio e di Confcommercio provinciale. Ci sono - ha detto sabato, quando ha presentato una ricerca di Cciaa e Fondazione Cassa di risparmio di Carrara sulla rete distributiva al dettaglio nel nostro territorio - quindici operatori interessati a rilevare fondi sfitti nel centro città. Anzi, precisa ora, nel centro storico: dove in questi anni c'è stato uno sforzo, pubblico e privato, di riqualificazione urbanistica. Dove è stata istituita (ma non senza polemiche) la zona a traffico limitato per rendere pedonale la zona.  Ma chi sono questi imprenditori? «Diciamo che sono operatori del settore commercio, le cui produzioni possono definirsi di eccellenza, e che vanno dall'alimentare, all'abbigliamento, alla maglieria, all'artigianto del marmo». Di più non si sbottona, Ricci.

Se non per aggiungere che c'è «un progetto», seguito attentamente dalla Confcommercio e dalla Camera di commercio.  Gli interessati ci stanno lavorando da tre o quattro mesi e l'idea è nata da uno di loro. Si dice che i fondi chiusi da tempo nel centro storico cittadino, e che si notano anche da cartelli con le scritte "in vendita" o "affittasi", vengano offerti a prezzi troppo alti. Di questo si è lamentato anche il vice sindaco Andrea Zanetti, che da un lato ha confermato l'attezione del Comune affinché la rete di vendita di Carrara si rafforzi con la riapertura dei vecchi fondi commerciali; e dall'altra ha messo in evidenza che i privati «hanno sparato cifre assurde, quando siamo andato a chiedere loro ilprezzo di affitto dei fondi».  Il pool di commercianti che ora si sta muovendo, evidentemente sta valutando anche questi aspetti economici. E fra loro ci sarebbero imprenditori che esportano anche all'estero i loro prodotti "made in Carrara". Perciò, secondo Norberto Ricci, a proposito dei locali privati, attualmente inutilizzati nel centro storico e con le serrande da tempo abbassate, sarebbe opportuno «un intervento dell'amministrazione comunale per dare una mano a chi intende investire su questo territorio». La cordata commerciale, ancora top secret, non sarebbe intenzionata a trasferire da una parte all'altra della città, insediamenti già esistenti, ma ad aprire nuovi negozi nel centro storico.  Insomma, un progetto ancora sulla carta stando a Ricci, che potrebbe concretizzarsi quanto prima, andandosi così a inserire nelle dinamiche di rivitalizzazione del centro storico, già avviate con la nascita del Centro commerciale naturale e con le iniziative comunali.

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