Il dolore
Scuola infermieri, l'Asl è a rischio sfratto
Chiara Sillicani
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MASSA. Che la Casa di riposo Ascoli e l'Asl siano in contatto diretto sembra cosa normalissima: tutti e due operano nel settore socio- sanitario. Ma il rapporto non è esclusivamente "di lavoro" perché l'una - Casa Ascoli - è la proprietaria, l'altra - l'Asl - è l'affittuaria. Elemento di snodo due immobili: lo stabile che ospita la scuola infermieri, vicino all'obitorio, e parte del vecchio ospedale. Ebbene sì, quegli edifici sono dell'Ascoli che li ha affittati all'Asl. Ma per l'azienda sanitaria potrebbe arrivare qualche problema. Perché Umberto Del Sarto, presidente del consiglio di amministrazione della Casa di riposo, non nega che l'idea dello sfratto nella mente gli sia balenata. Soprattutto per l'edificio dove ha sede la scuola infermieri. Perché - e qui sta il problema - l'Ascoli vorrebbe guadagnare qualcosa di più dall'affitto di quegli uffici. «L'azienda sanitaria - spiega il presidente - paga circa 130mila euro l'anno più Iva. Una cifra di 3 euro al metro quadrato. I prezzi di mercato si aggirano, invece, intorno ai 9 euro». Del Sarto assicura di non voler mettere in difficoltà l'azienda sanitaria: «Garantisce servizi alla collettività, non vogliamo in alcun modo crearle problemi, non pretendiamo 9 euro, ma almeno 5 o 6 al metro». Anche perché quell'aumento potrebbe dare una bella mano a far quadrare i conti della Casa di riposo. «Abbiamo ridotto le perdite nel 2009 - assicura il presidente - ma rimane una perdita netta di circa 90mila euro». Che con l'aumento potrebbe essere coperte, rimarrebbe anche qualche utile per pensare concretamente ad un piano industriale. «Abbiamo chiesto un aumento, ma il contratto con l'azienda scade nel 2013». E per questo balena l'idea dello sfratto. L'azienda sanitaria, dalla sua, ha appunto un contratto per cui paga esattamente quello che le è richiesto. E la questione ridefinizione dei prezzi potrà aprirsi - tranne appunto soluzioni alternative - soltanto al momento della scadenza. La Casa di riposo Ascoli non pretende - assicura Del Sarto - cifre da capogiro, ma una soluzione condivisa che permetta ad entrambe le parti di sostenere i costi senza grossi aggravi. «Non chiederemmo certo - ribadisce il presidente del cda - di adeguare la cifra ai prezzi di mercato, ma, se da tre si passasse a sei euro, la cifra totale raddoppierebbe raggiungendo circa 260 mila euro. E con 130 mila euro in più all'anno potremmo registrare utili. Un risultato importante per noi. Riconosciamo l'importanza dello stabile per l'Asl, soprattutto considerato che lì ha sede un polo formativo (si riferisce in particolare alla scuola infermieri ndr), siamo due soggetti impegnati nell'erogazione di servizi alla collettività. L'Ascoli non vuole creare danni all'azienda». Non danni, ma un aumento dell'affitto che riporti una boccata d'ossigeno e permetta una programmazione a lungo termine. Insomma, l'idea dello sfratto suona più come un pungolo che come un'intenzione concreta. Ma - purché soltanto idea - c'è.
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