Il Tirreno

Alla giornata dell’Open Centre parlano gli imprenditori, Tassinari (Kejo): conoscere le lingue è fondamentale

«Non sai l'inglese? È più difficile trovare lavoro»

Da sinistra Francesca Nicoli e Maria Mattei
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Da sinistra Francesca Nicoli e Maria Mattei

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 CARRARA. Tutti pazzi per le lingue straniere. Ridotto degli Animosi stracolmo per la 9ª edizione della Giornata Europea delle Lingue organizzata da Open Centre.  «Quest'anno Consiglio d'Europa e Unione Europea hanno posto il tema dello studio delle lingue in relazione al mondo dell'impresa e del lavoro, per questo - ha sottolineato Maria Mattei di Open Centre - abbiamo voluto celebrare la giornata invitando tre imprenditori carraresi che potessero tradurre concretamente il messaggio che l'Europa ha voluto lanciare con questa manifestazione: un dipendente che conosce le lingue, in particolare la Lingua Inglese, è un asso nella manica per l'imprenditore che vuole vendere meglio all'estero, ma le lingue sono soprattutto l'asso nella manica di chi cerca lavoro, o vuole costruirsi un futuro migliore».  I ragazzi e le loro famiglie hanno ascoltato attentamente le parole di Massimo Tassinari di Peuterey Kejo, nome di spicco nel panorama della moda internazionale, con oltre 200 dipendenti.  «Facciamo ogni giorno colloqui di assunzione - ha detto Tassinari - ma non assumiamo persone che non conoscano bene almeno la lingua inglese. Recentemente ho dovuto dire no ad una persona con un curriculum perfetto che, ahimè, non parlava Inglese».  Francesca Nicoli, giovane e determinata manager dell'omonimo Studio d'Arte presente nel panorama della scultura mondiale dal 1860, ha raccontato ai ragazzi l'importanza delle lingue in un mondo dove la comunicazione è alla base della vita e del lavoro. «Nei giorni scorsi ero a New York, invitata dal Moma per un tributo alla scultrice Bourgeois - ha detto - La conoscenza della lingua mi ha consentito di cogliere le sfumature di una giornata commovente e stimolante e di elaborare nuove idee per il mio lavoro. Parlare bene le lingue e conoscere la cultura di paesi diversi è la chiave del nostro futuro». Franco Barattini delle Cave Michelangelo con grande efficacia ha raccontato la sua vita d'imprenditore iniziata come bagasc a 12 anni. «Non ho potuto studiare, ha detto, e quando vado all'estero per affari mi porto dietro gli interpreti, ma non so mai se quello che ho in testa viene tradotto nella maniera giusta. Certo se conoscessi l'Inglese la comunicazione sarebbe diretta e questo è molto importante nel mondo degli affari e più in generale in un mondo globalizzato».  Barattini, Nicoli e Tassinari hanno poi sottolineato l'importanza del ruolo delle famiglie che hanno il compito di stimolare i propri figli a studiare le lingue e a non arrendersi di fronte a possibili difficoltà.  Al termine Maria Mattei ha consegnato i diplomi ai 40 graduates 2010 di Open Centre e ha premiato una commossa Maria Messina, 78 anni, quale Best 2010 Open Centre Student ed esempio della realizzazione del dettato della Comunità Europea che pone lo studio delle lingue nel quadro di un processo di Lifelong Learning.

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