Il Tirreno

Fivizzano festeggia la sua santa

Marco Landini
Anna Maria Adorni e papa Ratzinger
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Anna Maria Adorni e papa Ratzinger

Oggi a Parma cerimonia di beatificazione per Anna Maria Adorni

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 FIVIZZANO. Oggi è un giorno speciale per l'intera comunità parrocchiale fivizzanese che in gran parte si è riversata a Parma per assistere alla cerimonia ufficiale di Beatificazione della concittadina Anna Maria Adorni, la vedova fondatrice delle Ancelle dell'Immacolata Concezione, nata a Fivizzano il 19 giugno del 1805.  L'attesa cerimonia si terrà nel pomeriggio, alle 15,30 nella maestosa cattedrale della Città emiliana, presieduta da monsignor Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in rappresentanza di Papa Benedetto XVI. Dopo settant'anni, dall'inizio del processo di Beatificazione, si è giunti dunque al traguardo finale della tanto attesa ascesa al Paradiso della "Serva di Dio".  Una vita travagliata quanto eccezionale quella della fivizzanese Anna Maria che l'ha vista in età avanzata impegnata senza sosta nell'aiutare le donne meno fortunate, i poveri e gli emarginati. Ci vorrebbe un libro per raccontare le gesta della quasi Santa ma per capire la sua straordinaria opera basta quanto segue.  Tutto ebbe inizio quando, a soli quindici anni, Anna Maria rimase orfana del padre Matteo Adorni e assieme alla mamma Antonia Zanetti lasciò Fivizzano per recarsi nella più ricca Città di Parma.  Nonostante volesse diventare monaca per volere della mamma a 21 anni si sposò con Antonio Domenico Botti al quale volle molto bene. Poco dopo mamma Antonia morì e qui cominciò una fase davvero difficile per Anna Maria. Ebbe sei figli e a soli 39 anni suo marito morì dopo un periodo di sofferenza nel quale lei non lo lasciò un solo istante. Nel frattempo aveva perso anche due figli e così rimasta vedova dovette pensare da sola ai quattro figli rimasti. Ma le sue sofferenze non finirono con la morte successiva di tutti i suoi amati figli.  Già dapprima quando era rimasta vedova aveva dedicato parte del suo tempo per dedicarsi a opere di carità e di assistenza ai carcerati. Un'opera la sua che piano piano venne seguita da altre donne e così nacque la Pia unione delle dame visitatrici della carceri e subito dopo l'unione affittò la prima casa per accogliere donne uscite dal carcere. La svolta religiosa avvenne il primo maggio del 1857 quando assieme ad alcune compagne diede inizio alla Congregazione della Ancelle dell'Immacolata Concezione di Parma. Morì a 88 anni con l'abito religioso che aveva indossato per la prima volta pochi giorni prima.  La fama di Santità di Anna Maria era molto diffusa tanto che a lei venivano attribuiti decine di miracoli per sua concessione. Encomiabile poi la sua opera svolta a sostegno dei poveri e degli emarginati tanto che la Chiesa il 6 febbraio del 1978 la proclamò venerabile. E la prossima domenica alle 15, nel santuario della Madonna dell'Adorazione di Piazza Medicea a Fivizzano si terrà l'inaugurazione e la benedizione della statua in marmo della Beata, posta all'entrata del capoluogo alla "Porta di Sotto". La statua raffigurante la Beata Anna Maria Adorni è stata realizzata in marmo di Carrara dallo scultore Marco Devoti.  Fra i tanti miracoli attributi alla intercessione di Anna Maria Adorni - ha raccontato il postulatore padre Guglielmo Cameram, dei saveriani - c'è la guarigione prodigiosa di un certo signor Giuseppe Buttignol, di Brugnera in provincia di Podenone, padre di 13 figli, e ammalato di encefalite letargica e meningite.  In seguito a questo evento di guarigione definita prodigiosa, si narra che il vescovo di Parma, Monsignor Evasio Colli, nel 1940 aveva voluto avviare io processo di beatificazione.  

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