Il dolore
Tutti in coda per la Marmomacc
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Lo stand della Gaspari Menotti e, a destra Alba Parietti La fiera di Verona fa il botto: è da tutto esaurito
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VERONA. Marmomacc da tutto esaurito. Tutti in coda. All'uscita dell'autostrada. E pure davanti ai cancelli d'ingresso, già poco prima delle dieci di ieir mattina (giorno considerato clou perchè arriva subito prima della chiusura di oggi ed è quindi giornata dedicata agli affari e agli addetti ai lavori, non ai curiosi), in anticipo rispetto all'orario di apertura della kermesse. La fiera di Verona fa il pienone: tanta gente, da tutto il mondo. Stand a cinque stelle: dalle vasche di travertino con piscina e modelle in altalena a quelli simil discoteca, fino ai più ricercati, quelli firmati dai grandi designer italiani. E non poteva mancare la guest star: ad aggirarsi in pantacollant e stivaloni a coscia d'ordinanza fra gli stand del marmo ieri c'era Alba Parietti. Insomma di tutto, di più. Doveva essere la fiera della ripresa. E, non solo sulla carta, ha rispettato le aspettative. Verona Marmomacc, dopo un anno di stanca, si è riproposta in grande spolvero come il centro degli affari internazionali legati al marmo e alle macchine. I primi segnali dell'usicta da un tunnel profondo per l'intero settore lapideo si sono visti proprio qui. In questa maxi rassegna che mette insieme i colossi europei, e quelli che arrivano (clienti compresi) da tutto il mondo. Gli operatori apuani non hanno dubbi: valeva proprio la pena di esserci. «Quest'anno la fiera è molto più vivace rispetto allo scorso anno - dice Maurizio Fontanili che a Verona ha portato il suo calacata, dando più spazio, e nel suo stand è una novità, ai materiali estratti a Carrara rispetto ai colorati che lo hanno reso famoso - Si sono visti operatori un po' da tutto il mondo e i contatti sono davvero interessanti». «Si sono visti pochi americani - conclude Fontanili - Ma oggi a fare la parte del leone sono i cinesi: quelli che hanno grandi progetti, con architetti al seguito». Insomma non più gli operatori che dalla Cina venivano a copiare le tecnologie apuane e a sottrarre i blocchi per competere poi, a prezzi più bassi, sugli stessi mercati dei lavorati. Ma un altro target di operatori cinesi: quelli che scelgono il valore aggiunto di Carrara. Una fiera quindi, in ottima salute. La pensano così anche alla Sagevan di Gemignani e Vanelli, specializzati in «bianco» pregiato. Dallo statuario alla pietra di Carrara di grande qualità: quella che piace tanto ai clienti stranieri. «La fiera sta andando bene - si limitano a dichiarare alla Sagevan - È presto per fare un bilancio ma c'è un buon movimento». Gli operatori sorridono e, fra gli stand veronesi, si parla la nostra lingua. Non ci sono, infatti, solo gli espositori ma parecchi visitatori carraresi che proprio durante la fiera aprofittano per vedere clienti, visionare materiali e anche, perché no, tastare il polso al settore che qui ha un suo punto di raccolta internazionale. Senza contare che, qui a Verona, i colossi del marmo del distretto veneto, mostrano davvero tutto il loro appeal. Che deve essere davvero grande visto che una ditta come la Antolini marmi, uno dei big del comparto veronese, ha conquistato nientemeno che un cliente come Brad Pitt. Proprio l'attore stesso, accompagnato dagli architetti, nei mesi scorsi è andato di persona in vista all'azienda. le foto sono finite anche sulle riviste patinate. E, di sicuro, su pareccchie scrivanie. E l'ultima frontiera del business del marmo pare sia proprio questa: non trattare con gli architetti, ma direttamente con le star. Carrara è avvisata. Verona ha lanciato la moda. A.V.
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