Gioco
Rubano in pieno giorno, presa una pistola
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Cesare Micheloni della Lega Nord in una recente denuncia sui problemi di Avenza Furto in casa di un operaio ad Avenza, con un flessibile aperta la cassaforte
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AVENZA. Ladri in pieno giorno in azione, in via Gino Menconi, in casa di un operaio, poco distante dalla chiesa parrocchiale di S. Pietro: i malviventi sono entrati forzando la porta d'ingresso della palazzina al primo piano, intorno alle 11: la signora che abita di fianco è uscita alle 10,15 per fare la spesa, e la sorella del proprietario dell'appartamento svaligiato è passata per un saluto alle 11,40. Così, in questo lasso di tempo abbastanza breve (poco più di un'ora), i malviventi hanno fatto irruzione nella palazzina: in un appartamento, quello della signora, hanno solo rovistato e non risulta abbiano rubato niente (o forse pochi monili); al piano di sopra, in casa dell'operaio che vive solo, tutto soqquadro, cassetti per terra e, soprattutto, è stata aperta, tagliata in due con un flessibile la cassaforte, che era dietro a un quadro. I ladri hanno portato via vari oggetti di valore e, soprattutto una pistola regolarmente denunciata, una pistola automatica del valore di circa 900 euro. Rubato anche un computer portatile, almeno 4-5mila euro il bottino complessivo. Oltre all'allarme dovuto alla pistola in mano a dei malviventi. Il problema è che hanno agito appunto in piena mattinata, indisturbati. Forse, qualcuno che ha sentito il rumore del flessibile ha pensato che si trattasse di normali lavori interni. Al proprietario dell'appartamento svaligiato non è restato altro che sporgere denuncia denuncia ai carabinieri di Avenza. «Provo una grande amarezza - racconta l'operaio - sento violata la mia privacy». A suo avviso, in azione sono entrati in più di uno. A raccogliere lo sfogo e l'amarezza dell'operaio anche Cesare Micheloni, consigliere provinciale della Lega Nord: «Ormai qui ad Avenza il termometro è rosso: se succedono questi fatti in piena mattinata nel centro storico di Avenza, vuol dire che la situazione è grave. Eppure, a inizio estate c'era stata una petizione di oltre 300 persone per la sicurezza, si denunciava una scarsa tutela per i cittadina. Avenza sembra dimenticata: si sollecitava il vigile di quartiere, le videocamere, maggiori controlli. Al sindaco ne avevo parlato nei giorni della fiera Marmo Macchine, poi a inizio luglio ho depositato al protocollo la petizione di oltre 300 persone, ma nessuno mi ha risposto o detto niente». Scriveva fra l'altro Micheloni nella petizione: «Riteniamo sia noto a tutti lo stato di degrado in cui versa la frazione di Avenza (strade e marciapiedi dissestati, edifici pubblici fatiscenti, illuminazione e segnaletica carente, un piano del traffico inadeguato, l'escalation della criminalità). Da tempo i cittadini hanno manifestato segnali di preoccupazione, in particolare per i Parchi pubblici e la zona della Stazione, percepiti come luoghi insicuri poiché vi si riuniscono diverse tipologie di personaggi potenzialmente pericolosi: gruppi di stranieri impegnati in loschi traffici, molestatori, vandali di diversa provenienza sprezzanti del bene e della quiete pubblica. Considerato che nonostante ci sia chi sostiene che si tratta di "casi isolati", che la situazione "non è poi così drammatica" o che si tratta solo di "esagerazioni", a tutt'oggi alcune zone della frazione e del Centro storico sono "evitate" dalla popolazione, in particolare nelle ore notturne. La gente ha paura», scriveva fra l'altro. Sotto, trecento firme, e alcuni suggerimenti, come diciamo a parte. M.B.
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