Il Tirreno

Marimuni, a rischio trecento posti

Gianluca Uberti
La struttura che ospita il Cima e a lato il consiglio comunale
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La struttura che ospita il Cima e a lato il consiglio comunale

Terza crisi occupazionale esplosa ad Aulla dopo quelle della Costa e dell'Ica

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AULLA. Un'altra crisi occupazionale esplode inattesa, aggiungendosi alla ditta Costa e all'Ica. È quella che potrebbe investire il Centro interforze munizionamento avanzato (Cima) di quartiere Gobetti, meglio noto come Marimuni. Ne ha dato notizia il sindaco Roberto Simoncini durante il consiglio di giovedì sera. Subito dopo è stato approvato, con astensione dei consiglieri di minoranza Matteo Lupi e Matteo Ratti (Idee in Comune) e Walter Moretti (Pdl), un documento che sarà inviato a tutte le amministrazioni locali, per sensibilizzare sindaci e presidente della Provincia. Nel contempo, «l'amministrazione - conclude il documento - convocherà una riunione sulla precaria situazione dello stabilimento, per coordinare ogni tentativo per risultati positivi della vertenza».  Ma che cosa renderebbe precaria la situazione dello stabilimento? Il fatto che l'anzianità di servizio della maggior parte dei dipendenti Cima potrebbe portare, nell'arco di 6-7 anni, per effetto pensionistico, al quasi azzeramento del personale: «Se non sarà garantito un giusto turn over, avremo - lancia l'allarme il consiglio - una perdita di 300 unità lavorative, fatto gravissimo per la Lunigiana».  Come accennato, una parte delle opposizioni si è astenuta sul documento; il capogruppo di "Idee in Comune", Lupi, ha così motivato la scelta, imitato da Moretti: «Ci asteniamo perché se è giusto convocare una riunione per preservare la forza lavoro, è anche vero che siamo contrari alle armi e favorevoli a una diversa ricollocazione dei lavoratori. Siamo, cioè, per una smilitarizzazione del territorio».  Il consiglio comunale, con la sola astensione di Moretti, ha inoltre approvato un altro documento sulla «gravissima situazione di paralisi dell'attività ormai da tempo verificatasi presso l'Unep della sezione distaccata di Pontremoli del Tribunale di Massa che, in primis, lede i diritti dei cittadini e limita l'attività degli avvocati lunigianesi».  Pertanto, il consiglio si prefigge di sensibilizzare tutte le autorità competenti affinché «si adoperino per sanare tale incresciosa situazione».  Infine è stato scontro sulla verifica degli equilibri di bilancio e sui debiti fuori bilancio, con le minoranze che votavano contro, lamentando di non ricevere la documentazione in tempo utile per esaminarla, documentazione che, tra l'altro, non sarebbe corretta.  A favore hanno votato i due gruppi consiliari di maggioranza, ma i rispettivi capigruppo, Roberto Petacco e Alessandra Colombo, hanno chiesto che gli uffici comunali lavorino meglio, supportati anche dalla presidente del consiglio comunale, Marusca Bonini, secondo la quale «non è accettabile che si arrivi in consiglio comunale senza la doverosa conoscenza delle cose».  Telecamere oscurate a Tele Toscana Nord durante il consiglio comunale: a un operatore è stato impedito di riprendere la seduta. A motivare la decisione, ha spiegato la presidente del consiglio, Marusca Bonini, è che il regolamento comunale ancora non prevede le riprese delle sedute. "Idee in Comune", si è dichiarato «sbalordito per la rigidità dell'amministrazione».

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