Il Tirreno

La ricerca. Carrara e Lunigiana non riescono ad attrarre, si salvano Massa e Aulla

Il commercio soffre ancora

Sara Ligutti
L’interno di un negozio
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L’interno di un negozio

Ma a sorpresa c'è chi vuole i molti locali sfitti in centro città

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 CARRARA. La "scomparsa" di esercizi commerciali, soprattutto nel settore alimentare, "evasione" dei consumi (verso Sarzana e Versilia) di 2,3 volte superiore rispetto a ciò che viene attratto, bilanci in rosso e crisi anche anche nel settore della grande distrubuzione.  È questo il quadro della rete distributiva al dettaglio di Carrara, secondo una ricerca presentata da Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio.  BUONE NOTIZIE PER IL CENTRO. Ma c'è anche una buona notizia: secondo quanto rivelato dal presidente della Cemera di Commercio Norberto Ricci, ci sarebbero quindici operatori del settore disposti a rilevare i fondi sfitti nel centro città. Sui loro nomi, però, al momento c'è ancora il massimo riserbo. «Molto bene - commenta il vicesindaco e assessore alle attività produttive Andrea Zanetti - ma c'è anche da dire che non è vero che il Comune non ha mai fatto nulla per quei fondi sfitti. Una critica, infatti, sarebbe da rivolgere anche ai privati che, quando siamo andati a chiedere loro il prezzo di affitto per i fondi, ci hanno sparato cifre assurde».  Tornando alla ricerca: nella nostra provincia l'incidenza del commercio sul Pil raggiunge il 14%: più del doppio del turismo e poco meno dell'industria. Nella distribuzione, inoltre, sono impiegate quasi 13mila persone, delle quali settemila in quella al dettaglio, che produce, fra l'altro, il 5% del nostro Pil.  Fra i negozi, però, soprattutto nella zona di Lunigiana e Carrara, si registra una notevole morìa: 105 negozi in meno rispetto al 2003, pari al -2,5%. Bene invece per Massa e Aulla, che «consolidano i loro primati commerciali sia in termini di punti di vendita che di superfici» e assistono anche ad un aumento degli esercizi di vicinato. La diminuzione nel settore alimentare è pari al -11%.  Nella Toscana in generale, ma anche nella nostra provincia, si è registrato una notevole crescita delle medie strutture di vendita (tipo gli outlet). Nella provincia di Massa-Carrara - e in particolare a Massa - si contano 170 medie strutture, di cui 122 nell'extra alimentare. In Lunigiana (soprattutto ad Aulla, Villafranca e Pontremoli) ce ne sono 95.  I grandi punti di vendita (tipo i supermercati), infine, sono 8 in tutta la Provincia, con una particolare concentrazione nell'area di Massa.  Sono infatti gli esercizi di vendita di vicinato a farla da padroni, soprattutto a Carrara. A Mulazzo, Licciana, Villafranca ed Aulla, invece, c'è una netta propensione verso le medie e grandi superfici, soprattutto per quanto riguarda gli outlet.  Relativamente alle vendite, in maniera analoga a quanto succede nel resto d'Italia, il 2009 si è chiuso con un bilancio in rosso: -4,1%, dopo il -3,3% del 2008, con una sorprendente accentuazione delle perdite nella grande distribuzione.  Il settore che registra le maggiori difficoltà, però, è quello delle piccole e medie strutture, con delle perdite nell'alimentare (-3,1%) di gran lunga superiori a quelle regionali (-1,9%).  Per l'inizio del 2010, non si sono registrate variazioni nel trend e non c'è nessun segnale di miglioramento, per la fine dell'anno. Il motivo? Una «domanda interna ancora debole causa anche un deterioramento del mercato del lavoro e del potere d'acquisto delle famiglie. La spesa è sempre più low cost».

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