Gioco
Contratti milionari: le macchine apuane hanno già vinto la sfida
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Una macchina della Barsanti presente in fiera a Marmomacc3 MINUTI DI LETTURA
VERONA. La tecnologia apuana fa scintille. E le macchine che portano come cifra distintiva il valore aggiunto del know-how apuano si vendono tantissimo. Anche in fiera a Verona. Dove, nelle stanze chiuse degli stand sfilano assegni a più zeri. Lasciati come acconti per accaparrarsi qualcuna delle ultime novità di mercato. E gli spazi espositivi sono attrezzati per l'occasione: in bella mostra c'è tutto il meglio del made in Carrara.
Sorridono, anche se con cauto ottimismo («la crisi non è ancora finita» dicono più o meno tutti gli espositiori) i grandi produttori della tecnologia legata al lapideo. Proprio quella che mostra i muscoli qui nel padiglione due di Marmomacc, uno spazio gigantesco dedicato a macchine e affini. I carraresi fanno davvero la parte da protagonisti.
I macchinari esposti parlano da soli: dall'imponente telaio multifilo della Gaspari Menotti (plurifotografato da addetti a lavori e dalla stampa locale) alla maxi tagliatrice della Barsanti Macchine, passando per la macchina a cinque assi per i lavorati delle Officine Marchetti. Non c'è che dire, il distretto apuano è degnamente rappresentato.
«Verona non ha tradito le aspettative - dice Fosco Barsanti, amministratore delegato della Barsanti Macchine - Abbiamo concluso trattaive importanti con clienti che vengono dall'India, dal Brasile e dal Marocco». Ed è proprio un cliente che viene da quest'ultimo paese ad avere lasciato un cospicuo anticipo per portarsi a casa uno dei gioielli dell'azienda apuana. «I segnali sono abbastanza positivi - continua Barsanti - i mercati internazionali, anche se poco a poco, si stanno riprendendo.
Le cose vanno un po' più a rilento, invece, per quel che riguarda il mercato interno, quello italiano, per cui la ripresa sembra essere ancora un po' indietro ma, anche a giudicare dal movimento che si è visto qui a Verona, forse il peggio sembra davvero che siamo risuciti a mettercelo alle spalle».
Fiera veneta (e affari ad essa connessi) promossa anche dalle Officine Marchetti. «Noi siamo qui con i nostri tenditori di telai, nostro prodotto di punta - dice il patorn dell'azienda - Abbiamo portato anche la novità: una macchina a 5 assi per i lavorati: ebbene quella che esponiamo a Verona è già pronta a partire per il Portogallo. E ne abbiamo pure venduto un'altra più piccola: destinazione Cecoslovacchia».
Insomma niente male se si tiene conto che il macchinario esposto in fiera dalla Marchetti, e già pronto a partire per il Portogallo, costa poco meno di 300mila euro. Tanti clienti e mercati emergenti in pole position anche alla Benetti Macchine. «Dalla Turchia sono arrivati segnali positivi - dicono allo stand dell'azienda carrarese - Quel paese, per noi produttori di macchine molto importante anche per l'apertura di nuove cave che lo caratterizza, ha superato la crisi senza scossoni particolarmente negativi.
E altre buone aperture, verso i nostri prodotti, arrivano dal Pakistan anche se la situazione di quel paese, resta particolarmente difficile». «L'unico mercato che non è stato presente come ci aspettavamo è stato quello americano - continuano alla Benetti - Un segnale da non sottovalutare visto che dimostra che, in quel paese così importante per l'intero nostro settore, la crisi è ancora ben presente». Ma intanto i produttori di macchine apuani si consolano con quella che, anche se è presto per dirlo, è stata forse la fiera della ripresa. Non solo per il lapideo ma anche per la tecnologia.
Sorridono, anche se con cauto ottimismo («la crisi non è ancora finita» dicono più o meno tutti gli espositiori) i grandi produttori della tecnologia legata al lapideo. Proprio quella che mostra i muscoli qui nel padiglione due di Marmomacc, uno spazio gigantesco dedicato a macchine e affini. I carraresi fanno davvero la parte da protagonisti.
I macchinari esposti parlano da soli: dall'imponente telaio multifilo della Gaspari Menotti (plurifotografato da addetti a lavori e dalla stampa locale) alla maxi tagliatrice della Barsanti Macchine, passando per la macchina a cinque assi per i lavorati delle Officine Marchetti. Non c'è che dire, il distretto apuano è degnamente rappresentato.
«Verona non ha tradito le aspettative - dice Fosco Barsanti, amministratore delegato della Barsanti Macchine - Abbiamo concluso trattaive importanti con clienti che vengono dall'India, dal Brasile e dal Marocco». Ed è proprio un cliente che viene da quest'ultimo paese ad avere lasciato un cospicuo anticipo per portarsi a casa uno dei gioielli dell'azienda apuana. «I segnali sono abbastanza positivi - continua Barsanti - i mercati internazionali, anche se poco a poco, si stanno riprendendo.
Le cose vanno un po' più a rilento, invece, per quel che riguarda il mercato interno, quello italiano, per cui la ripresa sembra essere ancora un po' indietro ma, anche a giudicare dal movimento che si è visto qui a Verona, forse il peggio sembra davvero che siamo risuciti a mettercelo alle spalle».
Fiera veneta (e affari ad essa connessi) promossa anche dalle Officine Marchetti. «Noi siamo qui con i nostri tenditori di telai, nostro prodotto di punta - dice il patorn dell'azienda - Abbiamo portato anche la novità: una macchina a 5 assi per i lavorati: ebbene quella che esponiamo a Verona è già pronta a partire per il Portogallo. E ne abbiamo pure venduto un'altra più piccola: destinazione Cecoslovacchia».
Insomma niente male se si tiene conto che il macchinario esposto in fiera dalla Marchetti, e già pronto a partire per il Portogallo, costa poco meno di 300mila euro. Tanti clienti e mercati emergenti in pole position anche alla Benetti Macchine. «Dalla Turchia sono arrivati segnali positivi - dicono allo stand dell'azienda carrarese - Quel paese, per noi produttori di macchine molto importante anche per l'apertura di nuove cave che lo caratterizza, ha superato la crisi senza scossoni particolarmente negativi.
E altre buone aperture, verso i nostri prodotti, arrivano dal Pakistan anche se la situazione di quel paese, resta particolarmente difficile». «L'unico mercato che non è stato presente come ci aspettavamo è stato quello americano - continuano alla Benetti - Un segnale da non sottovalutare visto che dimostra che, in quel paese così importante per l'intero nostro settore, la crisi è ancora ben presente». Ma intanto i produttori di macchine apuani si consolano con quella che, anche se è presto per dirlo, è stata forse la fiera della ripresa. Non solo per il lapideo ma anche per la tecnologia.
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