Il Tirreno

Cermec, oltre 28 milioni di debiti

Claudio Figaia
<b>RIFIUTI:</b> Un cumulo di spazzatura abbandonato lungo la strada Crescono i problemi nella gestione dei rifiuti
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RIFIUTI: Un cumulo di spazzatura abbandonato lungo la strada Crescono i problemi nella gestione dei rifiuti

E il Cda chiama Andreani e Menchini per verificare le gestioni precedenti

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 MASSA. Cumuli di rifiuti pronti ad essere trasformati in "risorse". Ma anche cumuli di debiti. Che superano quota 28 milioni di euro. Sono tanti i problemi che attanagliano il Cermec Spa, la società che si occupa di smaltire la spazzatura della provincia, e le recenti dimissioni del direttore Roberto Vaira sono una spia eloquente che la situazione è grave.  Grave al punto che Ugo Bosetti, da quattro mesi presidente del consiglio di amministrazione della società, ha chiesto aiuto a due noti professionisti: il tributarista Giulio Andreani e l'avvocato Menchini perchè "mettano le mani" su conti, bilanci, atti gestionali, finanziari e legali del recente passato. Allo scopo di fare una diagnosi dei mali che affliggono la società e capire quali sono le prospettive di salvataggio. Un lavoro che sta impegnando a tempo pieno gli ufffici dello studio Andreani e che potrebbe arrivare a conclusioni clamorose.  «Si tratta di una "due diligence" programmata con il cambio del Cda, cioè di un monitoraggio che di norma si effettua su una società quando entrano nuovi amministratori. Non so nulla di asseriti "gravi problemi". Vedremo alla fine di questa diligence», minimizza il sindaco Roberto Pucci che, con il collega Angelo Zubbani, è l'azionista di riferimento di Cermec (Il Comune di Carrara ha il 48% delle quote, Massa il 47%, la Provincia il 5%). Le voci che si raccolgono nei corridoi dei palazzi della politica, tuttavia, non sono preoccupanti e parlano di una società «in crisi nera».  Di sicuro, nero su bianco, c'è la situazione debitoria. Peggiorata, lo certifica il bilancio del 2009, rispetto al precedente esercizio. Il cumulo di debiti era di 25,5 milioni nel 2008, è salito a 28,2 lo scorso anno: un aggravio di quasi 2,7 milioni. E questo nonostante che i debiti verso le banche siano diminuiti di circa 1,7 milioni: ad aggravare il deficit è un aumento di ben 3,2 milioni del debito verso in fornitori.  «L'esposizione debitoria verso banche e fornitori - scrive il Collegio dei revisori (Bruno Munda presidente, Francesco Giannarelli e Antonio Valenti sindaci) che ha esaminato il bilancio - è eccessiva, è assolutamente necessario che la società trasformi i debiti "a breve" in debiti a medio-lungo termine». Ma, rilevano ancora i revisori, «il piano di ristrutturazione finanziaria che il Cda aveva dichiarato di voler perfezionare con Fidi Toscana per spalmare su più esercizi i debiti a breve, non consta sia stato concretizzato».  A proposito del conto economico - che si è chiuso con un mini utile di esercizio di 46mila euro su un 'fatturato' di 15,6 milioni - i revisori rilevano il calo del fatturato della Rsu, dovuto all'aumento della raccolta differenziata, ma anche a una diminuzione dei costi di smaltimento derivante «da una più efficace razionalizzazione delle lavorazioni».

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