Gioco
Una foto gigante di Sakineh contro il regime iraniano
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Sakineh, la donna iraniana condannata a morte Sì del consiglio alla proposta del Pdl. Polemiche sul caso dei gruppi autonomi di Verdi e Prc
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MASSA. Due ore e più di discussione la sera scorsa in consiglio comunale per stabilire se è legittimo che due consiglieri - Pierpaolo Marchi di Rifondazione e Giulio Mucci dei Verdi - eletti nel 2008 nel cartello elettorale di Sinistra Arcobaleno e poi non confluiti in Sinistra Ecologia e Libertà (come invece hanno fatto gli altri sei consiglieri "Arcobaleno") possano costituire ciascuno un gruppo consigliare con il nome del loro partito di appartenenza. Cosa che in realtà hanno già fatto (Mucci alcuni mesi fa, Marchi, addirittura lo scorso anno). Un tema non proprio cruciale («un problema secondario», dice lo stesso Mucci), ma che pare sia al centro degli interessi del consiglio. È stato Luciano Tonarelli dei Socialisti a sollevare la questione, rimettendo in discussione la decisione dello stesso Andreani di consentire ai due di formare un gruppo "monocellulare", possibilità che il regolamento comunale prevede (a patto di leggere la norma in maniera estensiva), mentre lo Statuto (che costituisce una fonte normativa superiore) non contempla. Marchi e Mucci accusano: «Ci domandiamo perchè a distanza di tanto tempo si sollevi questo problema. Per noi, va chiarito, il gruppo è soltanto una questione di visibilità: non guadagnamo di più nè abbiamo maggiori privilegi o poteri nel formare gruppi autonomi. E se dovremo confluire in un gruppo misto, la nostra identità politica rimarrà distinta e distinguibile. Ma chiediamo che le regole vengano rispettate, che sia fatta chiarezza». «Se dietro la volontà di negarci il gruppo autonomo - rincara Mucci - c'è un disegno delle opposizioni mirato a creare divisioni nella maggioranza, beh si mettano l'animo in pace: siamo e restiamo con Pucci». Il problema, però, osserva Marchi, è che «questo rimettere in discussione le decisioni del presidente Andreani, questo chiedere pareri legali o interpretativi a ogni piè sospinto, rischia di minare la credibilità della stessa presidenza...». Soluzioni? «Occorre che la commissione che sta rivedendo lo Statuto comunale stabilisca norme che tengano conto delle dinamiche politiche che attraversano il paese». Discussione anche su un ordine del giorno "urgente" presentato da Alessandro Amorese (Pdl), di solidarietà a Sakineh, la donna iraniana condannata a morte per lapidazione. L'Odg, che, tra l'altro, impegna il sindaco a fare affiggere alla facciata del municipio (come molti altri Comuni hanno fatto) una foto gigante di Sakineh finche non sarà salva. La proposta di Amorese è stata accolta a larghissima maggioranza. Due i no: Dino Bertelloni (Sel) e PierPaolo Marchi («sono stato il primo a promuovere azioni di solidarietà verso Sakineh, ma non voto questo testo infarcito di giudizi politici e culturali che non condivido»). C.F.
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