Il Tirreno

Emergenza droga. Due mesi di indagini poi l’irruzione e le perquisizioni domiciliari. Tre donne tra gli arrestati

Sgominata la gang della marijuana

La coltivazione di canapa indiana scoperta sui monti di Follo e sotto la conferenza stampa del capitano Coassin
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La coltivazione di canapa indiana scoperta sui monti di Follo e sotto la conferenza stampa del capitano Coassin

Nove in manette dopo il blitz dei carabinieri nella piantagione nei boschi di Follo

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 SARZANA. «Ecco come abbiamo scoperto la piantagione di canapa indiana mimetizzata nei fitti boschi che sovrastano Follo». Il capitano Alessandro Coassin entra così nel dettaglio dell'operazione iniziata a luglio e terminata nella prima mattinata di mercoledì scorso, durante la quale sono scattate le manette per 9 persone fra cui tre doinne.  Presso il comando compagnaia carabinieri, ieri mattina sono stati infatti esposti i fatti nel dettaglio, anzi, le cifre: sequestrate circa 490 piante di marijuana che, a "raccolto" ultimato, avrebbero fruttato (è proprio il caso di dirlo) qualcosa come due quintali e mezzo di droga, il cui valore di mercato si attesta sugli oltre due milioni di euro.  Dai primi giorni di luglio, i militari della compagnia di Sarzana avevano scoperto che, all'interno di un bosco in località Vicchieda, nel Comune di Follo in bassa Val di Vara, era stata allestita una piantagione di cannabis indica: quattro terrazzamenti, un tempo utilizzati per vigne e uliveti, erano stati ripuliti dalla folta boscaglia e occultati con recinzioni in rete verde e grossi vasi di plastica nera contenenti le piante.  Da qui iniziò un assiduo quanto discreto controllo dei carabinieri di Ceparana e Sarzana, nascosti per giornate intere nei boschi adiacenti, muniti di telecamere e macchine fotografiche, per tenere d'occhio la crescita degli alti arbusti (dai 2 a 6 metri di altezza) e i lavori "agricoli".  «Infatti - dice il capitano Coassin - sia in estate che nei primi giorni d'autunno, si è assistito a una impegnativa attività "agricola" con un andirivieni di soggetti dediti alle diverse mansioni. C'era chi innaffiava, chi combatteva i parassiti delle piante, chi sistemava le piante e le recinzioni duramente colpite dai numerosi acquazzoni susseguitisi negli ultimi tempi».  Poi, poco dopo l'alba di mercoledì scorso, il blitz nella piantagione effettuato dai carabinieri della compagnia di Sarzana e della stazione di Lerici, i quali hanno atteso l'inizio della raccolta dei frutti della canapa.  Con l'ausilio di un elicottero del 15º nucleo elicotteri carabinieri di Villanova d'Albenga (Savona) che ha curato la sicurezza dall'alto, i militari sono entrati in azione, bloccando tutti i 6 "vendemmiatori" come sono stati definiti i coltivatori di droga nel gergo dell'operazione. Qualcuno ha tentato di fuggire attraverso il bosco ma ha fatto solo pochi metri perché c'erano già ad attenderlo i carabinieri a valle.  I sei sono stati arrestati (i carabinieri hanno fornito solo le foto degli uomini arrestati) per coltivazione e produzione di sostanze stupefacenti e accompagnati prima in caserma a Sarzana e poi al carcere di Villa Andreino della Spezia.  In manette sono finiti Domenico Aquilano, 54 anni, calabrese, residente a Prato, commerciante; Andrea Aquilano, 22 anni, calabrese, domiciliato a Bologna, nullafacente; Roberto Ala, 45 anni, salentino, residente a Prato, artigiano; Gianluca Avellina, 26 anni, reggino, residente a Bologna, disoccupato; Domenico Tamburo, ragusano, domiciliato a Bologna, studente; Simone Iacono, 21 anni, ragusano, domiciliato a Bologna, studente.  Contemporaneamente in alcune abitazioni dei Comuni della Spezia, Bologna, Prato, Firenze e Torre del Lago sono scattate le perquisizioni nei domicili degli arrestati.  E sono emerse le sorprese. Nell'abitazione nei pressi della stazione fiorentina di Santa Maria Novella, occupata da Maria Grossi, 60enne consulente del lavoro, sono stati trovati 16 chili di marijuana, ritenuta proveniente da Follo e già seccata grazie a un deumidificatore. Maria Grossi e la sorella Vanna di 63 anni, sono state arrestate per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. In un appartamento di Bologna abitato dalla 25enne Simona Ricci, fidanzata di Andrea Aquilano, i carabinieri della compagnia Bologna Centro hanno trovato 20 grammi di hashish e alcune dosi di speed, una droga sintetica. La ragazza è stata arrestata e un amico deferito a piede libero.  La lunga e complessa indagine, coordinata inizialmente dalla dottoressa Federica Mariucci della Procura della Repubblica della Spezia e successivamente dal dott. Federico Panichi della Procura distrettuale antimafia di Genova, ha permesso di stroncare un traffico milionario di marijuana.  «Droga che ovviamente sarebbe poi finita ovunque, compresi gli automobilisti italiani, con immaginabili conseguenze pericolosissime per l'incolumità stradale» viene fatto infine notare dai carabinieri. F.P.

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