Il Tirreno

Marina. Pesanti le accuse per 2 promotori abusivi a partire dalla circonvenzione d’incapace

Prestiti anche a minorati

Il pm Manotti ha firmato l’inchiesta insieme alla collega Conforti
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Il pm Manotti ha firmato l’inchiesta insieme alla collega Conforti

Chiesto il processo per una coppia e per il fratello di lei

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 CARRARA. Per avere un prestito da duemila euro, una persona con problemi psichici era stata convinta a stipulare un contratto di mutuo che gli avrebbe fatto rimborsare 22.800 euro. È questo uno dei casi, il più eclatante, che aveva portato all'arresto di una coppia di Marina, marito e moglie finiti in carcere a dicembre scorso per circonvenzione d'incapace ed esercizio abusivo della professione di mediatore finanziario. Una vicenda dolorosa, con una serie di persone offese che stanno meditando di costituirsi parte civile.  Il tutto doveva essere ricostruito ieri mattina nell'aula delle udienze preliminari.  L'udienza è stata rinviata perché uno dei due imputati principali - Massimo Seghieri, 51 anni, nato a Sarzana ma residente a Marina di Carrara - pochi giorni fa è stato portato in carcere per scontare una pena, risalente ad un procedimento per stupefacenti del 1998, a seguito di una condanna divenuta definitiva da parte della magistratura di Spezia.  Per questo legittimo impedimento ad essere presente in aula - sarebbe stato necessario disporre il trasferimento dal carcere di Spezia al tribunale di Massa, ma per un problema di notifiche non è stato fatto - è stato deciso il rinvio dell'udienza preliminare al 9 dicembre prossimo.  Era stata un'inchiesta a quattro mani quella sfociata nella richiesta di rinvio a giudizio per Seghieri, la moglie Brunella Fialdini di 43 anni, (anch'essa fu arrestata), suo fratello Fabio Fialdini 41enne (l'unico residente a Massa) e la signora Tina Venturini di 82 anni.  I pm Federico Manotti e Alessandra Conforti hanno poi riunito i fascicoli, e presentato una complessiva richiesta di rinvio a giudizio.  In dettaglio, Massimo Seghieri e Brunella Fialdini sono accusati di circonvenzione di incapace in concorso, perché - così si afferma nel capo d'imputazione. per beneficiare della provvigione della stipula del contratto, ma anche di un finanziamento di 6.200 euro in contanti, avrebbero abusato dello stato di deficienza psichica di un carrarese di 36 anni, residente nel centro storico, e, come accennato, lo avrebbero indotto a stiopulare un mutuo per 13mila euro a fronte della necessità di un prestito da 2.000 euro; il tutto, con la cessione di un quinto dello stipendio a un tasso del 12,98%: 120 rate mensili da 190 euro, totale 22.800 euro. L'episodio risale al 2008. Entrambi i coniugi devono inoltre rispondere della violazione della legge bancaria del 1996, perché svolgevano attività di mediazione creditizia senza essere iscritti all'apposito albo. Questo, dal 2008 fino all'arresto del 29 dicembre 2009. Il solo Massimo Seghieri è accusato anche di truffa per aver girato a una cliente, a titolo di pagamento di debiti pregressi, un assegno postale da 1.029 euro ben sapendo, secondo l'accusa, che era inesigibile (siamo al 15 dicembre dell'anno scorso, a due settimane dall'arrssto). Fabio Fialdini è accusato di falso perché quale titolare dell'impresa individuale "Finanza e futuro" di Marina di Carrara, avrebbe permesso che altri scrivessero su un giornale specializzato di avere effettuato diverse operazioni finanziarie, ma in realtà erano state effettuate da Seghieri. Infine, sempre Seghieri, la moglie Brunella Fialdini e Tina Venturni hanno un ulteriore episodio a carico di circonvenzione d'incapace perché avrebbero indotto un'altra persone con problemi psichici, un 75enne carrarese, a chiedere un finanziamento con l'agenzia F.F. Finanza e futuro, di cui era titolare Fabio Fialdini ma all'epica dei fatti gestita da Seghieri e la moglie.  Quali fonti di prova, varie testimonianze, ma anche documentazione sequestrata, perizie psichiatriche.  L'avvocato difensore Alessandro Maneschi, per ora, si limita ad anticipare che non farà richiesta di riti alternativi, quali l'abbreviato - salvo imprevisti - e che ad oggi l'impostazione è quella di andare a dibattimento. M.B.

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