Il Tirreno

Lucciole, arrestato il rapinatore

Una pattuglia dei carabinieri: il nucleo operativo e la stazione di Marina lavoravano sul caso del rapinatore seriale di lucciole da maggio
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Una pattuglia dei carabinieri: il nucleo operativo e la stazione di Marina lavoravano sul caso del rapinatore seriale di lucciole da maggio

Si tratta di uno studente di 19 anni. A tradirlo gli interni della sua auto

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 MASSA. Preso il rapinatore delle prostitute. Si tratta di un ragazzo di 19 anni, studente delle superiori, residente a Marina di Pietrasanta. Il giovane è stato arrestato ieri mattina e adesso si trova ai domiciliari. Gli vengono contestati quattro colpi ai danni di altrettante ragazze rumene. Proprio loro sono state fondamentali per la risoluzione del caso.  La descrizione fornita dalle prostitute ai militari, sia del rapinatore sia della vettura utilizzata, hanno permesso agli inquirenti di poter andare a colpo sicuro. Il ragazzo, però, non ha confessato, anzi prima ha negato con forza e poi si è avvalso della facoltà di non rispondere. I carabinieri però sono certi che sia lui l'uomo che cercavano: lo hanno visto più volte bazzicare sul lungomare di Marina, gli interni della sua auto corrispondono alle descrizioni fatte dalle lucciole e poi le vittime hanno riconosciuto il suo volto in mezzo a un album di foto di altre persone.  Il Nucleo operativo e la stazione di Marina di Massa dell'Arma gli stavano dando la caccia da maggio. Lui ha colpito fino a fine luglio, poi si è dileguato. Un'indagine serrata, coordinata dal pm Alessandra Conforti, che ha permesso di racimolare diverse prove. Non è stato semplice perché all'inizio si poteva ritenere che si trattasse di un episodio sporadico e isolato. Ma quando la sequenza di rapine ha cominciato ad allungarsi si è capito che si trattava di un malvivente seriale. Il modus operandi era perverso e pericoloso, soprattutto se si pensa che a metterlo in atto era un ragazzo meno che ventenne, che frequenta ancora i banchi di scuola. Un piano semplice, ma micidiale. Le lucciole venivano avvicinate con il pretesto di contrattare una prestazione sessuale, poi venivano invitate a sedersi sull'auto: qualche secondo di imbarazzo in cui il rapinatore volontariamente evitava di parlare e di farsi vedere bene in viso e poi, improvvisamente, scattava l'aggressione, repentina e brutale. Il diciannovenne si lanciava con veemenza sulla borsa della malcapitata, tirandola con forza fino a strapparla di mano, poi ripartiva a tutta velocità con la portiera dell'auto ancora aperta. Le donne, ancora in bilico tra la portiera e la strada, venivano scaraventate a terra con calci e spinte, mentre la macchina già sfrecciava a velocità sostenuta. In un'occasione una prostituta è stata letteralmente bersagliata di schiaffi e pugni perché aveva opposto maggiore resistenza, rifiutandosi di lasciare la propria borsa. Pochi secondi di inspiegabile violenza che forse rivelano un animo criminale particolarmente efferato, a dispetto del passato del rapinatore privo di precedenti penali.

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