Sicurezza
I soci parlano di un certo Calzetta
Bonaguidi e Pedri fanno il nome al telefono. Ma non si sa se è l'ex ufficiale
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MASSA. Nelle centinaia di pagine di intercettazioni spunta il nome di Calzetta, non si sa se si tratta di Augusto, l'ex ufficiale dei carabinieri coinvolto nello scandalo dei cimiteri, o di un suo omonimo. A nominarlo è l'ingegnere Marco Bonaguidi parlando con il suo socio della B&P Roberto Pedri. Calzetta secondo loro avrebbe fatto intendere di aver aiutato una pratica di un loro cliente. È un caso di corruzione che riguarda il Comune di Riomaggiore e che coinvolge non solo il capo ufficio tecnico Graziano Tarabugi, ma anche il geometra Alexio Azzaro e l'ingegner Marco Bonaguidi. In una conversazione tra quest'ultimo e il socio Roberto Pedri - i due sono soci nella Immobiliare B&P di via Passo Volpe, ma Bonaguidi, che abita ad Arcola, è anche dipendente della Provincia di Spezia ed è stato arrestato, mentre Pedri, che vive a Massa, è indagato - c'è uno scambio di aggiornamenti sulle pratiche in corso, che vengono poi realizzate da entrambi e delle quali percepiscono i profitti. Il fatto: Bonaguidi dice a Pedri che loro cliente si è lamentato con Azzaro, ritenendo la cifra da lui richiesta piuttosto alta rispetto al lavoro eseguito. Bonaguidi precisava che il disegno, in un progetto, è la parte minimale del lavoro, lasciando intendere che il difficile era proprio costituito dall'ottenimento del permesso e che, quindi, il geometra aveva pienamente ragione nel chiedere la tangente. E qui si parla di Calzetta. Bonaguidi: «Adesso sto andando da Calzetta». Pedri: «Ok, va bene». Bonaguidi: «Gli ho chiesto se si è comportato bene... che a me... mi ha fatto degli strani discorsi... ha detto "no no con me era stato estremamente remissivo..." però ha avuto il coraggio di dirgli... "ho fatto tutto io" alchè Azzaro mi ha detto... gli ha detto "ma sei proprio sicuro di aver fatto tutto te?" quel punto Calzetta è raggelato... mi ha detto... è letteralmente raggelato ed ha cambiato discorso... ecco, io quando lo vedo, glielo chiedo come è andata con Azzaro...» Pedri: «E ma ha fatto bene Azzaro» Bonaguidi: «E che cazzo... ma belin... Ma faccio bene anch'io adesso a fargli la domanda...» Pedri: «Si ha fatto bene...» Bonaguidi: «No perché... ha comunque trovato il coraggio di dirmi... "ma veramente ho fatto tutto io qua". Pedri: «Ha disegnato...» Bonaguidi: «Comunque... da signore... sì ma mi ha anche detto "in queste cose qua... non voglio sminuire il lavoro del mio collaboratore... ma in queste cose qua il disegno è la parte minimale". Ma c'ha ragione...» Moggia e il favore Da altre conversazioni telefoniche tra Bonaguidi e Pedri traspare come lo "scambio di favori" consenta a Bonaguidi di realizzare i suoi progetti, espandendosi anche in altri Comuni. In particolare, in un conversazione telefonica intrattenuta col socio, l'ingegnere di Arcola riferisce che per la realizzazione di un lavoro nel Comune di Riomaggiore non ha problemi perché c'è Tarabugi, mentre per un altro, nel Comune di Vernazza, dovrà rivolgersi a Moggia, che gli deve un favore. Bonaguidi: «Si, ci sarà da fare in quello lì, l'unica cosa che la pratica anche urbanistica... che siccome non è il Comune di Riomaggiore, ma è il Comune di Vernazza, probabilmente c'è da fare la paesaggistica, vattela a pesca...» Pedri: «Vabbè... ma sono opere di somma urgenza comunque... una paesaggistica postuma... paesaggistica...» Bonaguidi: «Adesso! È già fatto il lavoro!» Pedri: «Si ho capito» Bonaguidi: «È adesso! Dovrei sentire Moggia per sapere che cosa ci vuole in Comune a Vernazza» Pedri: «E sarà meglio sentire Moggia, si...» Bonaguidi: «E no...» Pedri: «Ma non Moggia... aspetta...» Bonaguidi: «O Moggia quell'altro...? quello che mi deve un favore» Pedri: «Quello che ti deve un favore forse... Bonaguidi: «E si... chiamo Moggia quello che mi deve un favore e gli dico che cosa... di che cosa c'è bisogno...» Pedri: «Ok» Bonaguidi: «Perché quello di Riomaggiore non è un problema... lo dico a Tarabugi, che tanto lo sappiamo com'è la questione, e morta lì!» Pedri: «Si ho capito» Bonaguidi: «E poi magari a Riomaggiore non serve neanche fare un cazzo di niente!» Pratiche irregolari Secondo quanto si sostiene nell'ordinanza di custodia cautelare, da altre conversazioni, sia del geometra Azzaro che dell'ingegner Bonaguidi, si possono delineare i contorni del modo irregolare con il quale vengono gestite le pratiche edilizie nel comune di Riomaggiore, talvolta i due professionisti si impegnano in conversazioni che aprono una panoramica della situazione esistente e dei meccanismi preferenziali ed illegali che caratterizzano l' iter burocratico, nel quale Bonaguidi ed Azzaro sono protagonisti privilegiati. Ne è un solo un minimo esempio la conversazione che Bonaguidi intratteneva con il collega di studio Roberto Pedri, al quale spiegava la strategia, utilizzata dal Tarabugi, per mantenere alte le tensioni tra il geometra Azzaro e Bonaguidi stesso, al fine di render necessaria la sua intermediazione per la realizzazione delle pratiche edilizie, ricevendone un tornaconto economico. Pedri:: «Lui sperava di fare così... di metterci uno contr... di mettere uno contro l'altro... di farvi allontanare in modo che poi magari Azzaro chiamava... n'altro...» Bonaguidi: «Però... non solo... mi spiegava questo, Tar... Azzaro... che dice "lui avrebbe voluto che ci allontanassimo... in maniera tale che lui facesse sempre da tramite"» Pedri: «Si, si, si» Bonaguidi: «Perché se fai da tramite a lui gli rimane sempre attaccato alle mani qualcosa!» Pedri: «Si, si, si» Bonaguidi: «E dipendiamo da lui... capisci?» Pedri: «Si, si, si».
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