Il Tirreno

Stazione, odissea per fare il biglietto Rotte le macchinette automatiche

Stazione, odissea per fare il biglietto Rotte le macchinette automatiche

Lo sportello abbassa le saracinesche alle 7 e 20 della sera  e  le macchinette automatiche,  non funzionano

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MASSA. È vero che la tecnologia avanza ed Internet la fa da padrone. Ma è anche vero che ci sono persone - anziani soprattutto - che ancora non si affidano al grande mago web. E per loro può essere complicato anche prendere il treno. Perché alla stazione di Massa la biglietteria chiude poco dopo le 19 e, se non hai un ticket "digitale", salire sul vagone è dura.

Capitolo biglietteria. Lo sportello abbassa le saracinesche alle 7 e 20 della sera. Ci sono le macchinette automatiche, potrebbe puntualizzare qualcuno. Non proprio. Perché due di quelle macchinette non funzionano. Trenitalia spiega che più volte sono state oggetto di atti vandalici. Così chi si prepara, spiccioli alla mano, per fare il biglietto, rimane deluso: un cartello avvisa appunto che «la macchina è stata oggetto di vandalismi e al momento non può essere riparata». Una - fa sapere in realtà Trenitalia - è pronta per essere rimessa in funzione, ma le ferrovie preferiscono aspettare: hanno deciso di acquistare una protezione in acciaio che faccia desistere i vandali. E soltanto quando arriverà, ripartirà l'emissione. Rimane una terza macchinetta, ma Trenitalia ha voluto mettersi al sicuro e, per evitare che qualcuno la distrugga e si prenda i soldi all'interno, l'ha abilitata solo alle carte di credito. Vita dura, quindi, per chi - per scelta o per necessità - deve partire all'ultimo momento.

È Giulio Bernacca, presidente provinciale di Federconsumatori, a farsi portavoce degli utenti. «Si può parlare di situazione di emergenza, mi rivolgerò alla direzione dipartimentale». In realtà, un'alternativa c'è: i bar. Certo qualcuno è un po' troppo distante, ma anche quello accanto alla stazione vende i biglietti. Non quelli per intercity o Eurostar, però. Altra questione: il supplemento. Chi decide di viaggiare in regionale, poi cambia idea, rischia di non poterlo fare, dopo la chiusura della biglietteria. Al bar non si fa supplemento. È vero: lo si può fare in carrozza. Spendendo di più. Il che non è un dettaglio da poco di questi tempi. Insomma, immaginiamo di dover partire d'urgenza per Roma e di arrivare in stazione per salire sul treno delle 20 e 27: un Eurostar city. Bene, la biglietteria è chiusa e il bar non vende quel ticket. Devi soltanto sperare di avere la carta di credito.

Non solo biglietti. Ma i problemi non riguardano soltanto la biglietteria. La stazione è ancora senza edicola. Impensabile per un capoluogo di Provincia. I giornali si possono compare a pochi metri di distanza, ma non è la stessa cosa. E aldilà delle questioni che impediscono la riapertura, rimane il dato di fatto: il disservizio per gli utenti. Per non parlare del capitolo sottopassaggio (sempre allagato quando piove) a cui si aggiunge anche il problema dell'illuminazione: «Con l'inverno - raccontano al bar accanto alla stazione - facciamo i conti con il buio. Sono stati installati i nuovi fari, ma non sono quasi mai accesi. Non è rassicurante». Insomma, se la stazione è un biglietto - ironia a parte - da visita, il nostro non è dei migliori.
C.S.

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