Il Tirreno

Notte folle. Uscito dal locale ha esploso due colpi in aria poi la zuffa con l’agente municipale e i carabinieri

Sparatoria e botte davanti al bar

Da sinistra in senso orario le armi sequestrate i carabinieri davanti al bar; Franco Bardini e Murena
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Da sinistra in senso orario le armi sequestrate i carabinieri davanti al bar; Franco Bardini e Murena

Uomo armato di pistola dà in escandescenze all'arrivo di un vigile urbano

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 PONTREMOLI. Entra nel bar e, con noncuranza, mostra la pistola ad alcuni avventori che, piuttosto spaventati, cercano di svignarsela alla chetichella. L'uomo appare piuttosto alticcio, ma non violento e qualcuno sta al gioco, ammirando la piccola Berretta 7,65 che l'uomo tiene in mano, però mai spianata verso gli altri. Poi l'uomo armato esce dal locale e, all'improvviso, spara due colpi, uno direttamente in aria e l'altro in direzione del vicino ufficio postale.  Scoppia il putiferio. Alcuni dei clienti rimasti nel locale guadagnano l'uscita, mentre qualcuno telefona ai carabinieri.  Teatro della scena, il bar Centrale, nei pressi delle Poste, attorno alle 21,30 dell'altra sera.  Luigi Mazzi, 51 anni, già noto alle forze dell'ordine, entra nel locale e poco dopo inizia a esibire la sua Berretta 7,65, arma peraltro regolarmente denunciata, ma utilizzabile soltanto all'interno di un poligono di tiro.  Dopo un po' il gestore del bar, Franco Bardini, lo invita a ricomporsi, ma l'uomo non lo ascolta. Anzi, esce dal locale e subito dopo inizia a sparare.  Nei caotici momenti che seguono, destino vuole che nei pressi ci sia il vigile urbano Antonello Murena, regolarmente in divisa di servizio.  L'agente sente i colpi e raggiunge la zona dove si trova Mazzi. Coraggiosamente lo affronta, invitandolo a desistere da tale pericoloso atteggiamento. Niente da fare.  Secondo la ricostruzione dei fatti, poi eseguita dai carabinieri, nasce una colluttazione tra Mazzi e il vigile, durante la quale il primo perde l'arma.  A questo punto appare la minacciosa lama di un coltello a serramanico di tipo proibito e lo scontro prosegue più accanito che mai.  Un fendente ferisce il vigile a un polso, il quale però non desiste. Ma in suo aiuto c'è il provvidenziale arrivo di una pattuglia del Radiomobile, i cui componenti si lanciano contro Mazzi.  A questo punto le forze in campo somo impari, ma ciò non è sufficiente a calmare gli ardenti spiriti di Luigi Mazzi che, anzi, affronta i militari.  Lo scontro prosegue per un po' ma alla fine l'uomo viene immobilizzato e condotto al vicino comando compagnia.  L'arma caduta a terra viene recuperata: nel suo caricatore i carabinieri trovano altri quattro proiettili. Anche il coltello è preso in consegna dai militari e portato in caserma.  Dopo gli accertamenti di rito, Luigi Mazzi viene arrestato con l'accusa di porto non autorizzato di arma da fuoco, oltraggi, resistenza e lesioni personali a pubblico ufficiale. Dopo averlo chiuso in camera di sicurezza, i carabinieri effettuano la perquisizione domiciliare e, nella casa dell'uomo, trovano altre due pistole e tre fucili: armi tutte regolarmente denunciate. Per prcauzione, però, pistole e fucili vengono presi in consegna dai carabinieri.  Nella mattinata di ieri, in Tribunale, processo per direttissima: il magistrato ha convalidato il fermo di Mazzi, rimettendolo in libertà e fissando per il prossimo 17 ottobre la prima udienza.

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