Il Tirreno

Riutilizzava le marche da bollo, condannato

Il palazzo comunale di Licciana
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Il palazzo comunale di Licciana

Impiegato comunale di Licciana era stato arrestato per peculato

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 LICCIANA. Condannato a un anno e mezzo (pena sospesa), l'impiegato comunale Gianni Ginesi, 60 anni, che nel 2006 venne arrestato dai carabinieri con l'accusa di peculato. A seguito delle indagini effettuate dai militari, il dipendente dell'ufficio ambiente riutilizazva marche da bollo annullate, applicandole sui documenti presentati dai cittadini, dai quali si faceva poi pagare. In pratica Ginesi avrebbe detto ai richiedenti che lui stesso si sarebbe poi preoccupato di applicarle i bolli di tassazione sui documenti, facendoseli così consegnare in"bianco", ossia senza le marche necessarie, il cui valore medio era di 11,50 euro. Sempre secondo i militari, la cosa sarebbe andata avanti per mesi: in tutto l'impiegato avrebbe messo da parte circa 3mila euro. Ma qualcuno intuì il tutto e si rivolse alle forze dell'ordine le quali iniziarono a indagare. Poi l'arresto.  Successivamente, in Tribunale, vennero ascoltati quasi tutti i cittedini che avevano avuto a che fare con Gianni Ginesi. Le persone che avevano presentato i documenti, ripercorsero quello che era avvenuto: qualcuno confermò di aver consegnato le marche all'impiegato, altri dissero di averle attaccate di persona e altri ancora di averle viste attaccare dall'impiegato stesso. Il pm però mostrò le pratiche e in alcuni casi il riutilizzo di una marca da bollo giù usata era talmente evidente che era impossibile negare. Ieri mattina la sentenza emessa dal Tribunale in composizione collegiale di Massa presieduto da Maria Cristina Failla (pm Federico Manotti): un anno e mezzo (pena sospesa), contro i 4 richiesti dalla pubblica accusa. La difesa di Ginesi ricorrerà in appello.

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