Attenzione
Omicidio volontario a Baldassari
Corrado Benzio
Questa l'accusa della procura per la morte del marocchino ad Aulla
2 MINUTI DI LETTURA
AULLA. Omicidio volontario. L'accusa è pesante, ma è questa l'ipotesi di reato, ormai ufficiale, che il pubblico ministero ha formulato per Sauro Baldassari, il 53enne aullese accusato della morte del marocchino di 31 anni Maohamed Arif, avvenuta lo scorso 10 maggio all'esterno del discopub Paprika ad Aulla. Non solo. La dottoressa Rossella Soffio, sostituto procuratore della Repubblica, ha chiesto anche il rito immediato. Ovvero il caso dell'omicidio dovrebbe saltare l'udienza preliminare dal gup per andare direttamente in corte d'assise davanti ad una giuria popolare. Sarà appunto il gup a decidere quale procedura seguire. Le manette su Baldassari, come qualcuno ricorderà, scattarono a Marina di Massa dopo 2 giorni di breve latitanza. Quando Baldassari, personaggio molto conosciuto ad Aulla, finisce la sua latitanza non sono ancora passate 48 ore da quella lite maledetta all'esterno del Paprika che è costata la vita ad Arif. La causa dello scontro? Forse questioni di droga, probabilmente arretrati da pagare. Quel che è certo - almeno secondo la ricostruzione che fecero e forze dell'ordine - è che partono calci e pugni e poi un paio di coltellate, che feriscono il marocchino. Pare non in modo grave, tant'è vero che è lo stesso Arif a chiamare il 118 e i carabinieri. Poi, però, quando arriva l'ambulanza per soccorrerlo e portare l'uomo all'ospedale di Pontremoli, la situazione precipita. Mohamed Arif muore all'arrivo al Sant'Antonio Abate. Perché? Un arresto cardiocircolatorio, è l'ipotesi che esce per prima. Ma gli inquirenti vogliono vederci chiaro e partono le perizie. Fra l'altro Baldassari, poco giorni dopo essersi costituito, fu trasferito da Massa a al carcere di Sollicciano di Firenze. Motivi di sicurezza per l'aullese. Nel carcere di Massa, Baldassari sarebbe stato aggredito da altri detenuti, forse di origine marocchina. Tanto da avere chiesto aiuto all'onorevole Lucio Barani (ex sindaco di Aulla). Tanto che Barani si presentò al carcere di Massa, ma qui non ha trovato Baldassari, trasferito per motivi di sicurezza. Ricordiamo che, nei giorni successivi alla morte di Arif, la comunità marocchina di Aulla diede vita a un presidio, pacifico, davanti al municipio aullese per protestare per l'omicidio del connazionale. Venne poi ricevuta dal sindaco Roberto Simoncini, ma ciò non bastò a placare le acque, dato che iniziarono a circolare voci di minacce all'indirizzo di Baldassari, il quale, dopo essersi dileguato a seguito dell'accoltellamento di Arif, si costituì, appunto a Marina di Massa. E ora si avvicina il processo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
