Gioco
Non avevano denunciato i fucili del padre Assolti due fratelli, patteggia la madre
2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Erano accusati di detenzione illecita di armi per non aver denunciato la presenza di due fucili da caccia, che il padre deteneva legamente in casa, dopo il decesso del genitore. Ieri, i due fratelli carrarini - Gabriele e Alessandro Milanta, rispettivamente di 24 e 20 anni, sono stati assolti. I due erano assistiti dall'avvocato Alessio Menconi, mentre l'accusa era in mano al sostituto procuratore Federico Manotti. Le armi erano saltate fuori dopo una perquisizione nell'abitazione che i due ragazzi dividevano con la madre. Perquisizione decisa dal magistrato in merito a un'inchiesta per droga che vedeva coinvolto uno dei due fratelli. Ieri in aula è stata sentita la testimonianza di uno degli agenti che era entrato nella casa. E ha raccontato come erano saltati fuori i due fucili: un Breda calibro 12 e un Bernardelli-Gardone calibro 12. Entrambi avevano la matricola ben leggibile. Il poliziotto ha spiegato che chi abitava in quella casa aveva l'obbligo di denunciare le armi subito dopo il decesso del padre. Invece nessuno era andato in commissariato a sbrigare la pratica. Durante l'indagine la mamma di Gabriele e Alessandro si era presa tutta la responsabilità dell'episodio e aveva patteggiato. I due ragazzi invece sono finiti davanti al collegio con l'accusa di detenzione illegale di armi. Tra le altre cose a Gabriele veniva contestato anche il possesso di un coltello a serramanico trovato nel bagagliaio dell'automobile che guidava quando è stato fermato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google