Il Tirreno

La denuncia della K Apuania: vogliono ridarci orari proibitivi

«Matteo è campione italiano ma la piscina è off-limits»

Matteo Rossi giovanissimo campione italiano in primo piano e sul podio
◗
Matteo Rossi giovanissimo campione italiano in primo piano e sul podio

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Alla vigilia della riapertura della piscina comunale di Marina di Carrara, e in attesa che sia pronta quella di Carrara, il tredicenne Matteo Rossi, campione italiano di duathlon, con i suoi attuali compagni di squadra della K Apuania ed un nutrito gruppo di ragazzi, che non vedono l'ora di cominciare a cimentarsi in questa affascinante disciplina, sono di nuovo messi nella condizione di non potersi allenare regolarmente. La segnalazione è del presidente della società, Luca Frediani. «Per competere ai massimi livelli nazionali, quali quelli raggiunti dal nostro piccolo campione, bisogna infatti allenarsi quotidianamente per più di due ore nella sola disciplina del nuoto che è la più tecnica delle tre e quella che si sviluppa proprio nella prima adolescenza», sottolinea. Nuoto, corsa a piedi, ciclismo: ecco il triathlon. Matteo Rossi anche di recente ha ottenuto risultati strepitosi nella difficile specialità, il titolo italiano invece l'ha conquistato a Tarquinia nel maggio scorso, nella specialità del duathlon (nuoto e corsa a piedi).  Osserva con amarezza il presidente-allenatore Luca Frediani: «Anche quest'anno la Polisportiva K Apuania non è stata invitata alla riunione in cui verranno assegnati gli spazi-acqua. Per l'ennesima volta, alle richieste formali della società, non è stata data alcuna risposta. Sembra quasi che la K non esista per il nostro Comune. Nonostante i riconoscimenti arrivati alla società da più parti della nostra cittadinanza, per i numerosi ed importanti risultati ottenuti a livello nazionale, con premiazioni del singolo atleta e del suo allenatore, l'unica istituzione che si è totalmente disinteressata è stata proprio quella comunale. Per questi motivi e per l'impossibilità di organizzare il reclutamento, fondamentale per lo sviluppo e la promozione del triathlon, anche quest'anno per la Polisportiva K Apuania si prevedono tempi duri».  E spiega, in dettaglio: «Gli orari proibitivi assegnatici provvisoriamente nell'inverno scorso (la sera, dopo cena, alle ore 21, o il primo pomeriggio, a mezz'ora dall'uscita da scuola) che pare che i responsabili comunali vorrebbero confermare, ci impediscono totalmente il reclutamento e l'allenamento dei ragazzi. Inoltre, ci è precluso anche l'utilizzo di uno spazio per poter accogliere le famiglie degli iscritti. Alla luce di tutto ciò, sorge spontanea la seguente domanda: la piscina comunale è, forse, uno spazio pubblico che viene usato come uno spazio privato? Uno spazio diviso in egual misura fra i due enti promozionali più potenti a livello cittadino e fra le due società che fanno nuoto (senza neppure avere una scuola nuoto F.i.n. certificata) e, che tra l'altro, hanno modesti risultati sportivi; questo forse, sta a dimostrare che lo sport, quello vero, non è al primo posto dei programmi e degli obiettivi societari, anche perché non si spiega come mai da parecchi anni a questa parte non c'è posto per un nuotatore agonista se non fuori confine».  E si chiede: «Chissà perche gli utenti di queste associazioni conoscono già da parecchie settimane gli orari "confortevoli" che gli verranno assegnati con cui programmano la futura stagione invernale. La precedenza all'utilizzo di un impianto comunale è preferibilmente assegnata a "corsi ricreativi" di ginnastica estetica per giovani signore e a corsi per adulti, con il solo fine lucrativo. Cioè di sport zero o nulla. Per l'amministrazione, solo dopo aver soddisfatto tutte queste necessità sopra spiegate, arrivano i giovanissimi da avviare ad una salutare attività sportiva».  Insiste il presidente della Polisportiva K Apuania: «Non ci sembra giusto che questa discriminatoria scelta dell'ente Comune venga applicata nei confronti dei nostri più piccoli atleti che fanno solo sport agonistico senza fine di lucro. Senza risposte certe ed esaustive su queste problematiche sociali e sportive, le nostre iniziative non si fermeranno più solo ad articoli di giornali ma prenderanno in considerazione qualsiasi ipotesi per la rivendicazione di diritti di minori a praticare sport».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze