Il dolore
Spiagge libere, c'è anche un divieto di balneazione
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Una delle spiagge libere comunali Riguarda quella davanti al camping. La commissione comunale: chi la vorrebbe in gestione?
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CARRARA. Spiagge libere: la commissione attività produttive presieduta da Fabio Traversi, non ha dubbi che debbano essere date in gestione a privati, con un bando unico che però stenta a decollare perché manca ancora il parere chiesto all'Asl, necessario per capire che tipo di chioschi di ristoro siano possibili sulle spiagge. «Ce ne vuole uno per ogni arenile - dice Traversi - per rendere appetibile ai privati le spiegge libere». Ma c'è anche un altro problema: cosa fare della quarta spiaggia comunale, quella adiacente al camping, dove c'è il divieto di balneazione? Insomma, il Comune non vuole più spendere per le spiagge libere: sono costate 50mila euro per la pulizia quelle della Rotonda e dell'Idrovora. Secondo il consigliere Giorgeri, i bagni limitrofi all'area della Rotonda del Paradiso potrebbero forse accollarsi la pulizia di quell'arenile in cambio della possibilità di svolgere attività economiche nel luogo. Per l'area Idrovora, sostiene che la Port Authority potrebbe aiutare il Comune nelle spese di pulizia, «utilizzando i soldi che introita dall'area dove è sorto il chiosco privato». Per la Fossa Maestra, «va ricostruito tutto». Infine dice che «occorre una regolamentazione dei confini degli stabilimenti balneari, ai fini della Tarsu». In definitiva la commissione, ha questo orientamento: bando per l'assegnazione delle spiagge libere ai privati, risolvere il problema della balneabilità e dell'accesso nella zona camping, rendere appetibili ai privati (potenziali gestori) gli arenili comunali, autorizzando su ciascuno di essi un punto di ristoro. Resta il nodo del piano dell'arenile, che prevede un solo punto ristoro: alla Idrovora. Ancora non si sa, se occorrerà una variante o se l'Asl darà indicazioni che consentano di evitarla. Sembra lontana la prossima estate. Ma con i tempi della politica, il Comune potrebbe ritrovarsi a spendere per le spiagge libere altro denaro nel 2011. C.C.
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