Finanza
Processo Sinba, un altro rinvio
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Inchiesta Sinba: il blitz in Comune Manca l'assegnazione, slitta il cambio di giudice
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CARRARA. Ancora un rinvio per il processo Sinba: se ne riparla il mese prossimo. È stata l'inchiesta che ha fatto tremare la città ma per rifiutopoli, ieri mattina, in tribunale a Carrara, c'è stato un nuovo rinvio. Tutto è stato rimandato al prossimo 19 ottobre. Senza, almeno così sembra ad oggi, alcun rischio di prescrizione. Ma i tempi, questo è un dato di fatto, si dilatano. E il passaggio di consegne dal giudice Mauceri, vicino alla pensione, al giudice Antonia Aracri, non è ancora avvenuto. Ieri intanto il nuovo rinvio. Lo ha deciso il giudice Antonia Aracri che, davanti agli avvocati della difesa che ieri erano presenti in aula ha messo a verbale che il procedimento in questione: «È stato rinviato dal giudice dottor Mauceri ma questo magistrato - ha detto il giudice - non può trattare il processo perché non è intervenuto un provvedimento di assegnazione nei miei confronti». Per questo motivo il procedimento è stato rinviato al 19 ottobre, nello stesso tempo, è stata disposta la trasmissione al presidente del tribunale per l'assegnazione ad un nuovo giudice. Ma, stando all'agenda del tribunale, il 19 ottobre sarebbero già state fissate alcune udienze proprio del giudice Mauceri. Quindi, per vedere cosa succederà non resta che attendere quella data e le disposizioni del presidente del tribunale. Intanto, per portare avanti almeno un po' i lavori, per la prossima udienza saranno chiamati anche due testi del pubblico ministero. La vicenda. Il processo, lo ricordiamo, è relativo alla tranche della maxi inchiesta, relativa alla presunta turbativa d'asta per lo smaltimento dei residui dell'alluvione del 2003. Sotto accusa l'ingegner Sergio Altieri (assistito dall'avvocato Angelo Tubolino), all'epoca dei fatti dirigente del settore ambiente del Comune; Paolo Vagaggini amministratore unico della Inerteco, Claudio Della Maggesa e Giorgio Gronchi (assistito dall'avvocato Luca Pietrini). Per il processo un nuovo rinvio ma il rischio di prescrizione al momento non esiste: il reato contestato è turbativa d'asta aggravata. I termini entro cui si prescrive un reato come questo sono sette anni e mezzo - spiega - e visto che i fatti risalgono al 2004 non si dovrebbe correre questo rischio. A.V.
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