Finanza
«Massa ci ha scippato l'hospice»
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Lospedale di Monterosso L'associazione Frediani: doveva sorgere dove ora c'è Otorino a Monterosso
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CARRARA. «Che fine ha fatto il progetto dell'Hospice per le cure palliative? Dopo dieci anni di attesa i pazienti in fase terminale rimangono al reparto di medicina o nelle loro case. Quel reparto di cui si parla da tempo da noi non esiste». La denuncia è dell'associazione "Ernesto Frediani. Per la difesa dell'ospedale di Carrara e dei diritti della città». «Nei primi giorni di ottobre, non appena saranno sistemati gli arredi che già sono stati consegnati, entrerà in funzione il nuovo Hospice per cure palliative - scrive l'associazione Frediani - È formato da quattro mini-appartamenti di circa 42 metri quadrati con posto letto per il famigliare del malato, soggiorno tv, angolo pranzo, angolo cottura e servizi igienici. Questa nuova struttura, purtroppo, non è nella nostra provincia, ma al terzo piano dell'ospedale di Nottola a Montepulciano e va ad aggiungersi ad analoghi moduli funzionanti quello di Capansi di Siena e quello all'interno dell'ospedale di Campostaggia a Poggibonsi. E da noi?» «Eppure - continua la nota - dopo una notevole campagna di sensibilizzazione, portata avanti dalla società civile con in testa l'Associazione "Ernesto Frediani", il problema dell'Hospice era stato recepito da tutte le forze politiche provinciali, tanto da inserirlo nel Pal 2008/2010 e la sua allocazione avrebbe dovuto essere nel padiglione che ospita otorino. Si diceva di fare presto per il rischio di perdere i finanziamenti». «Oggi invece - prosegue la nota - si afferma che l'Hospice partirà dopo l'apertura del nuovo ospedale delle Apuane di Viale Mattei. E nel frattempo? È di questi giorni che questa struttura dovrebbe essere a "Casa Ascoli" gestita dalla fondazione Don Gnocchi. Questa soluzione è stata bocciata dalla commissione sanità del comune di Massa che ha messo in evidenza diversi difetti come ad esempio l'area comune, non aerata, che si trova al secondo piano della struttura, raggiungibile con scale che presenta notevoli difficoltà per pazienti in fase terminale, oppure le camere che sono troppo strette con due letti un tavolo più adatti ad una normale degenza ospedaliera che ad un hospice». «Poi improvvisamente in nome di una provvisorietà, che nella nostra provincia è destinata a diventare cosa definitiva, questi difetti che erano stati riscontrati e che ne negavano l'utilizzo sono scomparsi e l'Hospice potrà funzionare - prosegue la Frediani - Certo, se ci sono voluti dieci anni per ottenere questa struttura provvisoria, quanti anni ci saranno voluti nel senese per avere questi piccoli gioielli?» «La nostra associazione desidera sapere se sono stati stanziati i fondi da parte della regione per l'Hospice a Monterosso, - si chiude la nota - in caso affermativo chiediamo se sono ancora a disposizione o se sono stati dirottati in altra direzione. Per ultimo vorremo conoscere se è stata la regione toscana a finanziare il restauro di Casa Ascoli».
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