Sicurezza
Tenta il suicidio, la salva il marito
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Una pattuglia dei carabinieri e una veduta di Fivizzano La donna, disperata per aver perso il lavoro, si era barricata in casa
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FIVIZZANO. Capita a tutti che la vita non sorrida. Se poi arriva anche la notizia che hai perso il lavoro, allora davvero immagini il peggio e ogni speranza si affievolisce. Deve essere capitato così alla donna che ieri ha tentato il suicidio, in casa sua, nel fivizzanese. Ma la prontezza dei familiari, dei carabinieri e dei medici del 118 ha evitato il peggio. Sono stati proprio i parenti, infatti, a rendersi conto delle difficoltà della donna e a chiedere aiuto. Da qualche tempo, infatti, la signora, di mezza età, si sentiva più fragile - come spesso capita - poi si sarebbe aggiunto anche qualche problema lavorativo. E in quel momento di debolezza, le sarebbe arrivata tra capo e collo la notizia che nessuno, soprattutto in tempo di crisi, vorrebbe mai ricevere. Avrebbe saputo di non avere più un lavoro. E questo l'avrebbe spaventata e preoccupata. Forse l'idea di non avere più un guadagno certo, di non poter contare su uno stipendio sicuro, l'ha gettata nello sconforto. Le ha fatto temere che andare avanti fosse troppo difficile. La donna si è chiusa in casa. E quando il marito se n'è reso conto si è allarmato. Tanto che è stato proprio lui, nel pomeriggio di ieri, preoccupatissimo per la moglie, a chiedere l'aiuto dei carabinieri. Immediata la telefonata anche ai medici del 118. Sul posto è arrivata una pattuglia e i militari, insieme al marito, sono riusciti ad entrare in casa. La donna avrebbe assunto una massiccia dose di barbiturici: i sanitari del 118 si sono comunque resi conti che, nonostante la tanta paura, non era in gravi condizioni. Soprattutto parlava ancora. I familiari, quindi, hanno tirato un sospiro di sollievo. In ogni caso i medici hanno ritenuto opportuno il suo trasferimento all'ospedale di Massa per tutti i controlli del caso. La donna non è in gravi condizioni e anche nel momento in cui è stata soccorso era cosciente. Un episodio che fa riflettere sulla tragedia di chi perde il lavoro, in un territorio come il nostro, fortemente segnato in questi anni dalla crisi occupazionale. Un'occasione - seppure triste - per pensare a quanto la sicurezza di un posto di lavoro contribuisca alla dignità e alla qualità di vita della persona.
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