Il Tirreno


Si pente del furto e dona soldi al Meyer

<strong>FURTO E PENTIMENTO.</strong> Interno di supermercato in una foto d’archivio e il martelletto del giudice
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FURTO E PENTIMENTO. Interno di supermercato in una foto d’archivio e il martelletto del giudice

La cinquantenne non aveva pagato scampi e orate per una spesa di 100 euro

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MASSA. Ha rubato in un supermercato, ma si è pentita. E ha deciso di rimediare al suo errore con un atto di solidarietà: ha donato 500 euro ad un'associazione che si occupa di bambini malati. Un modo per chiedere scusa alla collettività per il gesto commesso.  Protagonista della vicenda è una signora massese di mezza età. La sua storia - a lieto fine - comincia con un furto in un negozio.  La donna entra in un supermarket per fare la spesa. Un giro tra le corsie, poi si ferma al bancone del pesce. C'è di tutto e di più, lei decide, però, di non farsi servire dall'addetto: preferisce acquistare prodotti già confezionati.  E fa davvero una bella spesa. Probabilmente deve organizzare una cena con i fiocchi, visto che compra parecchi scampi.

Ma a far lievitare i costi è un' orata, uno dei pesci più buoni e più cari. Niente di strano, avranno pensato gli altri clienti vedendo il carrello della signora: forse ha in programma di invitare parenti ed amici. Ma i problemi arrivano poco dopo la scelta dei prodotti.  Proprio davanti alle casse, a pochi passi dall'uscita, la donna viene fermata dagli addetti del supermercato: non ha pagato l'orata e gli scampi. E non si tratta di pochi spiccioli. Perché il conto ammonta a circa un centinaio di euro.  La direzione del supermercato decide di non chiudere un occhio e il motivo probabilmente è l'entità della spesa e il tipo di prodotto acquistato. La donna non ha rubato pane o latte, non prodotti di prima necessità, insomma.

E la cosa finisce in tribunale perché il supermarket decide di querelarla. Gli avvocati della difesa tentano la strada dell'accordo e ci riescono. La donna è pentita del suo comportamento, il legale del negozio propone un gesto simbolico: versare denaro ad un ente impegnato nel sociale. La proposta - concretamente - consiste nel versamento di 500 euro ad una associazione che lavora con i bambini dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze.  La donna accoglie la proposta avanzata dall'avvocato del supermercato che, da parte sua, si impegna a rimettere la querela. E le parti ufficializzano l'accordo davanti al giudice del tribunale di Massa.

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di Redazione Pisa