Il dolore
Maternità di Pontremoli, prima della lista
Fabrizio Palagi
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Il reparto maternità di Pontremoli è a rischio chiusura Tra le strutture da chiudere la Regione considera prioritaria quella del Sant'Antonio Abate
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PONTREMOLI. Che la Regione Toscana, nella fattispecie l'assessore alla salute, Daniela Scaramuccia, avesse intenzione di chiudere il punto nascite dell'ospedale Sant'Antonio Abate, è ormai notizia trita, specialmente dopo la concitata visita effettuata a giugno nella struttura sanitaria pontremolese. Allora si parlò di "ridimensionamenti" ma in breve l'ipotesi di chiusura prese campo, suscitando (come poteva non essere così?) le vibrate proteste delle mamme, scaturite in un corte in notturna al quale parecipò anche il sindaco Gussoni, con tanto di intervento del noto cardiochirurgo Gaetano Azzolina. Adesso sembra però in dirittura di arrivo, o meglio, vicina alla realizzazione, la paventata chiusura del reparto maternità. Come ribadito da Repubblica e dal Corriere Apuano, le sale parto a rischio chiusura vedono capolista proprio Pontremoli ("solo" 206 parti nel 2009), seguito nel poco invidiabile primato da Portoferraio. Poi, scorrendo la "classifica" delle strutture toscane a rischio azzeramento perchè troppo poco produttive (si parla in termini di nascite all'anno), ecco quelle di Bibbiena, Piombino, Barga, Val di Chiana, Borgo San Lorenzo e Valdarno. Il piano dell'assessore Scaramuccia è presto delineato: chi è sotto le 500 nscite all'anno verrà chiuso, logicamente parlando di reparti di maternità. Termine ultimo per lo stop alle nascite in Lunigiana: 1º febbraio 2011. Infatti, se quella data verrà confermata, nel comprensorio in questione non nascerà più nessuno. Interpellato sull'argomento, il sindaco Franco Gussoni pare non scomporsi più di tanto: «Intanto sarà la Conferenza dei sindaci fissata per l'11 ottobre a stabilire la linea da adottare contro la decisione unilaterale della Regione. Perchè chiudere poi una struttura che è da sempre attiva e che serve un comprensorio vasto e frammentato come la Lunigiana? Questo dovrebbero spiegarcelo e, più che altro, giustificare tale decisione». Dall'altra parte della barricata, l'assessore Daniela Scaramuccia è egualmente chiara: «Abbiamo le lettere dei medici dell'ospedale di Pontremoli che ci dicono che il presidio è pericoloso per le poche nascite - cita testualmente Repubblica del 16 settembre scorso - e quindi, in base alle riflessioni sui punti nascita nel piano sanitario nazionale risalenti al 1998, i reparti sotto le 500 nascite all'anno possono essere pericolose». Deprofundis, dunque, per la maternità pontremolese? Cifre alla mano, i dati non possono che essere dalla parte della Regione. Resta il fattore umano sul quale, c'è da scommetterci, punteranno i sindaci della Lunigiana.
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