Il Tirreno

In arrivo il commissariamento all’Ato (anche per le acque)

Gestore unico dei rifiuti, il sindaco: «Un pool di tutte le aziende pubbliche»

Ancora novità per il ciclo dei rifiuti
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Ancora novità per il ciclo dei rifiuti

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 CARRARA. L'Ato rifiuti, come anche l'Ato delle acque, hanno i mesi contati. Non è una novità, sono stati "sciolti" dal governo - dovrebbero scadere a 31 dicembre: la data si avvicina, (a dicembre, con l'azzeramento dei consigli di amministrazione, dovrebbe esserci la nomina di un commissario) e, visto che ci sono in ballo partite importanti - soprattutto l'affidamento del servizio per il ciclo dei rifiuti - sono in corso incontri e riunioni per mettere a punto le strategie ritenute migliori.  Il sindaco Angelo Zubbani, in particolare, per i rifiuti preferisce privilegiare le aziende totalmente pubbliche ancora presenti nell'area da Massa-Carrara a Livorno, ma non sarà una passeggiata.  Di questo è altro il sindaco ha ragionato anche ieri, durante l'assemblea dell'Ato rifiuti che ha approvato di fatto il suo ultimo bilancio.  Come detto, si profila il commissariamento da parte della Regione, e nel frattempo, la Regione stessa spinge perché si portino avanti le procedure per l'individuazione del gestore unico di ambito. Ad oggi, sono già impegnati i tecnici nell'analisi degli impianti da mettere a gara.  Due le possibilità: o realizzare un'Ati, un'associazione temporanea d'impresa, con tutti i soggetti pubblici e privati, 17 società oggi già attive, da coalizzare subito tutte insieme.  Oppure, creare un pool delle aziende pubbliche, tutte quelle che gestiscono il servizio in house (quindi anche Cermec, Amia e Asmiu), farsi affidare la gestione e nel contempo dare vita a una gara per la scelta del partner privato che però parta con una posizione di minoranza. «Dobbiamo capire bene quale soluzione salvaguardi meglio il patrimonio pubblico», sintetizza il primo cittadino. «Ci siamo riservati di rivederci, con i sindaci di Massa, Pisa e Livorno - prosegue Zubbani - Credo che se si parte da un pool di aziende interamente pubbliche, saremmo più forti e conteremmo di più, e potremmo avere più potere contrattuale; credo invece che facendo un'Ati mista, con i privati dentro fin da subito, sarebbe poi un problema tutelare meglio il patrimonio pubblico. Fra l'altro, il Cermec aveva fatto una lettera formale di adesione all'Ati, della quale i promotori principali sarebbero le società e i gruppi del Pisano, ma è stata di fatto disdettata sia da me che dal sindaco di Massa, Roberto Pucci. Insomma, abbiamo le mani libere per valutare al meglio il da farsi».  Una partita complessa, decisamente, quella che si va prospettando.  Di fatto, dopo questo periodo di transizioneo, ci sarà come detto, probabilmente, un commissario, anche per l'Ato delle acque. Attraverso il dialogo con le amministrazioni si dovranno individuare le soluzioni migliori. Gli interessi in campo nel business dei rifiuti e dell'acqua, come noto, sono alti. Davvero d'obbligo evitare il più possibile errori strategici in questa fase. M.B.

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